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Cooperazione: 10 azioni per salvare l'Italia

(AGI) - Roma, 19 gen. - Dieci azioni prioritarie da realizzarsi subito per salvare la cooperazione allo sviluppo italiana. Sono le concrete necessità individuate dalla Task Force della Societa Civile per l'Efficacia degli Aiuti (TFSC), che riunisce tre reti di ong italiane: Link 2007- Cooperazione in rete. Associazione ONG Italiane e CINI -Coordinamento Italiano Network Internazionali. Le proposte saranno presentate al Governo e al Parlamento oggi nel corso del convegno al Senato in cui saranno resi noti i risultati della nuova Peer Review dell'OCSE-DAC che ha valutato i progressi fatti dal 2004 a oggi dalla cooperazione internazionale del nostro paese. A discutere della situazione della cooperazione italiana, il direttore generale DGCS Elisabetta Belloni, il Sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti, i Senatori Roberto Della Seta, Barbara Contini e Enrico Pianetta insieme ai rappresentanti delle ong italiane e di Confindustria. Secondo il DAC, che giudica negativamente l'Italia, la lista delle riforme da realizzare entro il 2013 è concretizzata in 35 raccomandazioni. "La TFSC si unisce all'OCSE-DAC" scrivono in una nota le tre reti di ong "nel chiedere al Governo e al Parlamento italiano di dimostrare una forte leadership politica per elaborare ed attuare una strategia di cooperazione allo sviluppo affidabile che consenta al paese di rispettare gli impegni internazionali assunti". La TFSC chiede inoltre al Governo ed al Parlamento italiano di approvare nel primo semestre 2010 un piano di scadenze pubblico per la realizzazione di tutte le riforme raccomandate dal DAC entro il 2013 ed indica dieci azioni prioritarie da realizzarsi entro la fine del 2010. Nel dettaglio le dieci azioni prioritarie da realizzarsi entro il 2010, secondo la Task Force della società civile italiana. 1) Approvare un piano legalmente vincolante di "riallineamento quantitativo" dell'aiuto pubblico italiano. 2) Nomina di un Vice-Ministro o di un Sottosegretario con delega unica alla cooperazione. 3) Riavviare il percorso di riforma della legge che disciplina la cooperazione allo sviluppo. 4) Preparare una cornice di orientamento impegnativo per tutti gli attori pubblici della cooperazione allo sviluppo. 5) Approvare in Consiglio dei Ministri una dichiarazione sulla coerenza delle politiche di relazioni esterne
dell'Italia con il perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. 6) Riportare a 120 il personale tecnico esperto della DGCS. 7) Approvare una strategia d'informazione, educazione e mobilitazione rivolta al pubblico per accrescere la consapevolezza e la visibilità delle ragioni e dei risultati della cooperazione allo sviluppo. 8) Garantire le risorse umane e finanziarie adeguate all'Unità di Valutazione per realizzare valutazioni dei risultati ex-post delle attività di cooperazione. 9) Realizzare le azioni previste dal Piano Efficacia adottato nel 2009, incluso lo slegamento dell'aiuto. 10) Approvare un piano che renda operativi i principi umanitari cui s'ispira l'azione d'emergenza dell'Italia, chiarendo le procedure per l'impiego della Protezione Civile in scenari d'emergenza e aumentando la prevedibilità dei fondi con la riduzione dei tempi d'approvazione delle iniziative. (AGI) .

 
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