AGI) - Roma, 1 mar. - La situazione nel Cile devastato dal terremoto ha raggiunto una gravità tale da costringere il governo a chiedere l'aiuto della comunità internazionale.
Dai suoi partner cileni il COSV, che lavora nel paese da oltre venticinque anni, è riuscito, dopo molti tentativi, ad avere notizie dalle zone più colpite. La preoccupazione più grande riguarda i piccoli villaggi della costa, come Iloca e Duao, in prossimità della città di Curico, fino a questo momento
irraggiungibili. Si tratta per lo più di villaggi di pescatori, già
poverissimi prima del terremoto, che stavano faticosamente avviando attività produttive anche legate al turismo invernale. Le poche infrastrutture realizzate, così come le barche e le attrezzature da pesca sono andate distrutte. Comunque al momento lo sforzo maggiore è quello di verificare come sia
possibile raggiungere i villaggi della costa: da Santiago non partono mezzi di trasporto via terra verso sud, dal momento che strade e ponti sono impraticabili. Nel complesso tutta la settima regione, con capitale Talca, è isolata. Insomma, nonostante le prime notizie rassicuranti che provenivano dalla presidenza cilena, la situazione sul terreno sta mostrando tutta la sua gravità e la difficoltà a prestare soccorso alle popolazioni colpite. Molti e difficili i tentativi di avere notizie di prima mano, praticamente impossibili per ciò che riguarda l'epicentro del sisma. Anche Santiago continua a registrare gravi difficoltà di comunicazione sulle linee telefoniche e mail. Vaste zone sono prive di elettricità e di acqua. "E' decisamente troppo presto per archiviare l'emergenza Cile", avvertono dal Cosv, "e per non tener conto del fatto che come sempre la ricostruzione sarà lenta e andrà continuamente rammentata". (AGI)