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Mondiali, non solo calcio

A partire dall'11 giugno, con l'inizio dei Mondiali di calcio, il Sud Africa sarà meta per migliaia di italiani. Ma il Sudafrica non e' solo campionati del mondo: l'Italia è molto presente nel Paese.
La strategia di Cooperazione italiana in Sud Africa, basata sull'Accordo di cooperazione risalente al 1996, identifica quali settori prioritari di intervento la sanità, l'educazione, la promozione della piccola e media impresa ed il settore sociale in genere. Dal punto di vista geografico l'aiuto italiano è concentrato in una serie di Province (Stati), congiuntamente individuate con il Governo locale: Gauteng (regione di Johannesburg), Mpumalanga; e Kwazulu-Natal e, con il nuovo progetto sanitario, Eastern Cape.
Nel periodo 1985-2009, il Sud Africa ha beneficiato di doni italiani per circa 51 milioni di euro. Dal 1994 l'Italia ha avviato un dialogo formale con le Autorità sudafricane al fine di impostare un programma di cooperazione allo sviluppo basato su rapporti diretti tra i due governi. Nel novembre del 1996 è stato concluso un Accordo quadro di cooperazione. A questo Accordo ha fatto seguito, nel 1998, un Accordo regolante l'assistenza tecnica e scientifica. Nel marzo 2002, in occasione della visita di Stato del Presidente Ciampi nel Paese, è stato firmato dal Sottosegretario Mantica, uno dei protocolli tecnici a sostegno del settore sanitario.
Le risorse ed attività si sono concentrate essenzialmente nel settore sanitario, ottenendo risultati apprezzati grazie anche ad uno stretto raccordo con le autorità locali. I progetti in questo settore sono stati avviati a partire dal 1999 nelle province del Gauteng, Kwazulu-Natal, Mpumalanga, nonché a livello nazionale attraverso il supporto alla pianificazione strategica del locale Dipartimento della Salute. Tali progetti - della durata media di tre anni - si sono per lo piu' conclusi tra il 2007 ed il 2008, con l'eccezione delle attivita' di contrasto alla tubercolosi (TB) ancora in corso nelle Province del Kwazulu-Natal e dell'Eastern Cape (ove le attività sono iniziate nel 2007).
Un secondo progetto sanitario, di dimensioni molto maggiori, prevede l'appoggio alle strutture sanitarie locali nelle aree coinvolte nella sperimentazione di un vaccino contro l'Hiv/Aids sviluppato dall'Istituto Superiore della Sanita' ed il rafforzamento della capacità industriale sudafricana di produzione. Si tratta di un impegno finanziario italiano di 22 Milioni di euro per un periodo di cinque anni, gestito dai tecnici dell'Iss in collaborazione con l'Unita' Tecnica Centrale della Dgcs.
Nell'autunno 2008 sono altresì iniziate le attività di altri tre progetti, che toccano diverse problematiche ed aree del Paese. Al confine tra Sud Africa, Zimbabwe e Mozambico un intervento della International Union for Conservation of Nature (Iucn), condotto dall'Ong Cesvi, mira a sfruttare le potenzialità di collegamenti tra le aree protette e coinvolgere Autorità locali e popolazione nella gestione comune dell'ambiente. Un forte raccordo con le Autorità locali è altresì alla base di un progetto condotto congiuntamente con la Regione Toscana per un valore complessivo di 4 milioni di euro (2,8 milioni provenienti dal Ministero degli Esteri).
Grazie al lavoro dell'Ong Ucodep, verranno realizzati in due Municipalità del Gauteng ed in due dell'Eastern Cape quattro micro-progetti, individuati dalle controparti locali sulla base delle proprie priorità di sviluppo. In una township nei dintorni di Cape Town, infine, la Dgcs sta sostenendo la replica dell'esperienza (di successo) della "Casa del sorriso", struttura gestita dal Cesvi all'interno di una realtà caratterizzata da violenza (soprattutto sulle donne) e alta incidenza di Hiv/Aids.
Per informazioni: www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it

 
Partners Vila Esperanca ILEP Movimento dei Popoli per la Salute Rete di Lilliput FOCSIV IDDC Educaid
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