(AGI) - La cooperazione internazionale e' anche dialogo interreligioso. Lo dimostra l'intervento della ong Cosv alla comunita' cristiana di Deir Mar Musa, in Siria, con un intervento di sostegno alla produzione di formaggi. Nei giorni scorsi sul tema e' scoppiata una polemica a carattere locale, sulle colonne di un giornale di Trento. Alcuni articoli accusavano l'assessorato provinciale alla Solidarieta' internazionale e convivenza della Provincia di Trento di finanziare queste attivita' economiche poco significative del Monastero in Siria, che servono a sostenere una comunita' monastica che vive di elemosina. Lia Giovanazzi Beltrami, l'assessore trentino ha risposto che "promuovere lo sviluppo economico in certi contesti non basta; bisogna lavorare anche per il dialogo e la riconciliazione. E viceversa: promuovere dialogo in astratto, senza calarsi dell'esistenza concreta delle persone, nella loro quotidiana fatica di vivere, rischia di essere inefficace. Progetti come quello di Mar Musa ci consentono di agire sui due fronti". Il sostegno all'attivita' casearia portato avanti dal Cosv, di per se' gia' importante per la popolazione locale, rientra in un piu' ampio progetto di supporto alle iniziative di Deir Mar Musa, luogo non solo di accoglienza e di dialogo tra persone, ma addirittura di meditazione e di reciproca comprensione tra culture e religioni spesso poco disponibili al confronto. "Un lavoro che ha chiesto e tuttora richiede grande impegno - sostiene Padre Paolo dall'Oglio, portavoce della comunita' - a partire dalla relazione con le societa' locali, per lo piu' di pastori, con i quali il contatto piu' diretto avviene proprio attraverso la condivisione della quotidianita'". (AGI)