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La cooperazione per il patrimonio culturale in Cina

La Cooperazione italiana conferma il suo impegno per la protezione del patrimonio culturale cinese. A Shanghai si è tenuto un workshop sulle tecnologie italiane per il restauro e la tutela del patrimonio culturale della Repubblica popolare, nell'ambito degli eventi dell'Expo. All'evento hanno partecipato - tra gli altri Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura della Camera; il Direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo della Farnesina, ministro Elisabetta Belloni, e l'ambasciatore italiano a Pechino, Riccardo Sessa.
Nell'occasione è stata illustrata l'azione della Dgcs su questo settore, nel quale la maggior parte dei progetti sono relativi a siti protetti dell'Unesco (l'agenzia Onu per la cultura e l'educazione). Inoltre, le autorità cinesi hanno manifestato grande apprezzamento e interesse sia per il lavoro svolto dalla Cooperazione italiana sia per l'expertise e le tecnologie fornite dal nostro paese.
L'evento è stato preceduto dalle consultazioni annuali tra la Dgcs e il ministero della Finanza di Pechino sui programmi di credito d'aiuto che il nostro paese ha in essere con la Repubblica popolare. In questo ambito, l'ambasciatore Sessa ha firmato il rinnovo dell'accordo sulla protezione del patrimonio culturale cinese, che vede un contributo da parte del nostro paese di dieci milioni di euro. Inoltre, durante il meeting è stato concordato di dare una visibilità più estesa alle iniziative che Italia e Cina svolgono insieme in questo settore.
La Dgcs promuove nella Repubblica popolare da oltre 20 anni iniziative a sostegno del patrimonio culturale, con particolare riguardo alla formazione dei restauratori-conservatori. Il Centro per la conservazione e il restauro del patrimonio storico-culturale di Xi'an, ideato alla fine degli anni '80, venne realizzato attraverso l'Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente (Isiao). Il Centro, creato tenendo a modello l'Istituto centrale per il restauro italiano, nel 1998 formò i primi 20 restauratori cinesi con approccio scientifico moderno. Il successo della prima iniziativa realizzata in Cina spinse la State administration of cultural heritage di Pechino a richiedere il sostegno italiano per un intervento che potesse favorire un processo di sviluppo allargato a tutto il paese.
Di conseguenza, venne avviata presso il China national institute of cultural property (Cnicp) la realizzazione del "Sino-italian cooperation training center of conservation and restoration for cultural properties", struttura nazionale destinata a coordinare nell'intero territorio cinese la formazione dei restauratori, ancora oggi sostenuta dalla Cooperazione Italiana.
La Dgcs oggi è impegnata nell'ambito di una strategia complessiva, con iniziative concrete e mirate a istituire forti ed innovativi rapporti di collaborazione perché sempre più la "risorsa cultura" si affermi come una delle più importanti condizioni che garantiscano lo sviluppo economico sostenibile. In questo contesto sono state sviluppate anche altre attività come il Corso biennale sulla conservazione dei dipinti murali, la realizzazione della Tang Dynasty Mural Paintings Hall e un programma di rafforzamento dello stesso museo. Per quanto riguarda il credito d'aiuto, il programma è stato elaborato per sostenere il governo cinese nel suo impegno per la salvaguardia delle identità culturali, lo sviluppo delle industrie creative e degli scambi culturali (incluso il turismo) e la rivitalizzazione di siti, finalizzati al miglioramento delle condizioni socio-economiche e alla stabilità del paese.
I progetti legati stimolano la collaborazione tra enti cinesi di diverso livello amministrativo e comparto, la ricerca e gli scambi tra la Cina e l'Italia. Le iniziative, del valore orientativo di 500 mila- due milioni di euro, possono essere richieste da amministrazioni locali quali: musei e sistemi museali, biblioteche o archivi, siti e monumenti storici, siti archeologici, siti iscritti nelle liste del patrimonio mondiale Unesco, siti espressione di minoranze etniche, sia per beni tangibili che intangibili e, per iniziative di turismo sostenibile. Preferenza è data a iniziative di minoranze etniche, a siti nelle liste del patrimonio mondiale, a iniziative in siti dove la Cooperazione sino-italiana ha già operato.
Sulla valorizzazione del patrimonio culturale la Dgcs ha avviato numerose iniziative in diversi paesi in tutto il mondo: dalla Serbia e il Kosovo alla Siria e alla Giordania, all'Egitto alla Tunisia, alla Cina e all'Afghanistan.
 
Per informazioni: www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it

 
 
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