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La cooperazione per il patrimonio culturale

Per la prima volta l'Italia ha ospitato presso l'Unità tecnica locale (Utl) della direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) della Farnesina a Gerusalemme i rappresentanti dei Donatori europei e non che operano nei Territori palestinesi a favore della valorizzazione e protezione del patrimonio culturale palestinese tangibile e intangibile.
Il Direttore dell'Utl, Gianandrea Sandri, dando il benvenuto ha sottolineato l'importanza di questo settore che "merita particolare attenzione per la sua valenza in sé e per il significato che assume nello sviluppo economico sostenibile nei Territori Palestinesi". All'incontro hanno preso parte gli esperti tecnici delle agenzie di sviluppo e rappresentanze diplomatiche (Giappone, Stati Uniti, Olanda, Norvegia, Germania, Francia, Spagna, Svizzera) e la capo Missione dell'Unesco (l'agenzia Onu per la cultura e l'educazione) a Ramallah, Louise Haxthausen.
Durante l'incontro di ieri sono stati affrontati i temi chiave di Gerico, Gerusalemme e Gaza. La prima città celebra quest'anno i diecimila anni dalla sua fondazione e per l'occasione sono in programma numerosi eventi. Non solo culturali. Il 2010, infatti, segnerà l'inizio di una accurata riflessione sulla realizzazione di progetti di medio e lungo termine mirati al turismo sostenibile e allo sviluppo locale integrato dell'area. La Cooperazione italiana a riguardo è già operativa l'imminente avvio del Piano regolatore e conservativo di Gerico (Jericho Master Plan Project) che durerà 20 mesi e sarà svolto con la collaborazione tecnico-scientifica dell'Università di Ferarra.
Le attività sul patrimonio a Gerusalemme sono state oggetto di una riflessione aperta che ha permesso ai tecnici presenti di condividere esperienze, proposte e prospettive per il futuro. L'Italia a questo proposito fa parte del gruppo di Donatori da tempo attivi in difesa del patrimonio culturale intangibile e non solo: mediante attività dedicate agli adolescenti delle aree circostanti in collaborazione con il Teatro nazionale palestinese (il progetto Teatro e arti multimediali - Tam 2 - comincerà a settembre) e con la fase finale dell'iniziativa implementata dall'Unesco per la valorizzazione della Città Vecchia.
Per quanto riguarda la Striscia di Gaza, infine, la capo missione Unesco ha sottolineato che nessun donatore ha svolto finora interventi a salvaguardia di un patrimonio che esiste, ha un altissimo valore storico-artistico e rischia il degrado a causa della inadeguata gestione locale. A questo proposito, Louise Haxthausen ha presentato alcune iniziative dell'Unesco che verranno valutate dai donatori anche mediante future visite in loco.
L'incontro ha anche ribadito il prestigio del nostro Paese nel settore della protezione del patrimonio culturale e il riconoscimento da parte degli esperti tecnici che vi operano. A settembre, peraltro, si terrà il prossimo incontro che sarà nuovamente ospitato dalla Cooperazione italiana, scelta all'unanimità come segreteria tecnica dei donatori. Il gruppo rappresenta un esercizio informale e tecnico che diversi paesi hanno deciso di intraprendere insieme per condividere informazioni, esperienze e proposte, per evitare duplicazioni e ottimizzare risorse e interventi.
L'Italia, e la Cooperazione italiana in particolare, sono sempre più protagoniste a livello mondiale per quanto riguarda la protezione del patrimonio culturale. Valorizzazione del patrimonio culturale e tutela dell'ambiente, oltre a garantire la qualità della vita anche delle future generazioni, offrono concrete opportunità di reddito e significativi incentivi alle attività imprenditoriali locali. Da qui la Dgcs ha avviato numerose iniziative in diversi paesi in tutto il mondo: dalla Serbia e il Kosovo alla Siria e alla Giordania, all'Egitto alla Tunisia, alla Cina e all'Afghanistan.

 
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