
Una lettura fondamentale per chiunque si occupi di Cooperazione allo Sviluppo. Un esame critico delle prassi messe in atto dalla Cooperazione italiana e dalle ONG, in cui si evidenziano con chiarezza gli aspetti più problematici di alcune pratiche oggi molto di moda, quali le adozioni a distanza e la realizzazione di grandi infrastrutture e ospedali superspecializzati, l'invio di unità mobili che rimangono spesso a deteriorarsi nei depositi, o ancora gli invii di aiuti per le emergenze che spesso producono molti danni e nessun beneficio. Ma grande spazio è dedicato anche e soprattutto alle "buone prassi", fra cui l'esperienza del Prodere, in cui sono stati impegnati gli stessi autori: esperienze che dimostrano l'importanza di creare sinergie, valorizzare le risorse locali e aprire spazi per il dialogo fra tutti i soggetti coinvolti, mettendo sempre al primo posto l'ascolto della voce di coloro che sono i veri protagonisti di ogni intervento: i beneficiari. Un libro pubblicato nel 1993, ma ancora oggi di straordinaria attualità.
Così il testo è riassunto nella quarta di copertina:
Il sogno dell'abbondanza, titolo di una delle tante storie che si raccontano in questo libro, è il sogno proibito alla stragrande maggioranza degli abitanti del nostro pianeta. Le Nazioni Unite sono giunte alla conclusione che la crescita economica, da sola, non permette di risolvere nessuno dei grandi problemi del mondo. Occorre un nuovo tipo di sviluppo: lo sviluppo umano. Ma cosa e quanto hanno fatto la Cooperazione italiana e internazionale per lo sviluppo umano?
Questo libro aiuta a conoscere la Cooperazione raccontandone, in forma semplice e diretta, i molti limiti, ma anche le esperienze che lasciano sperare: finisce così con il proporre un modo nuovo di fare Cooperazione in cui ci sia finalmente posto per una società civile partecipe, informata ed attiva.
Pubblicato in versione integrale nella sezione "Rapporti e studi internazionali".