Nel settembre del 2000, 189 Stati membri delle Nazioni Unite hanno redatto e sottoscritto la Dichiarazione del Millennio. L'esigenza della stesura di questo documento nasce dall'analisi della situazione mondiale e la volontà di non accettare le condizioni in cui vertono interi Paesi e intere popolazioni: deprivati dei diritti fondamentali a causa di guerre, sfruttamento, povertà e logiche economiche che sottomettono l'individuo al profitto. Nella Dichiarazione del Millennio sono stati fissati valori e principi fondamentali da perseguire, quali libertà, uguaglianza, solidarietà, tolleranza, rispetto per la natura, responsabilità condivisa e alcuni obiettivi come: - pace, sicurezza e disarmo - sviluppo ed eliminazione della povertà - proteggere il nostro ambiente comune - diritti umani, democrazie e buon governo - proteggere i vulnerabili - affrontare le particolari necessità dell'Africa - rafforzare le Nazioni Unite.
Quanto emerso durante questa assemblea ha portato alla elaborazione degli Obbiettivi del Millennio.
Questo documento impegna tutti i Paesi a raggiungere entro il 2015 otto obiettivi, che sono:
1 Eliminare la povertà estrema e la fame nel mondo
2 Assicurare un'istruzione elementare a tutti
3 Promuovere la parità tra i sessi e l'autonomizzazione delle donne
4 Diminuire la mortalità infantile
5 Migliorare la salute materna
6 Combattere l'HIV/AIDS, il paludismo e altre malattie
7 Assicurare la sostenibilità all'ambiente
8 Sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo
Per il raggiungimento di questi otto obiettivi è sicuramente di fondamentale importanza una riflessione sulle regole economiche, che può venire solo da una reale volontà da parte dei Governi di impegnarsi per scardinare le logiche attuali che pongono il profitto al centro per riportare l'attenzione sull'uomo.