Gennaio - Donazione del mese- Brasile

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BRASILE: Ládia scopre le proprie capacità

Non ho studiato, lavorato, praticamente non sono uscita di casa fino all’età di 23 anni. Perchè? Perché per la mia famiglia ero una disabile che non avrebbe mai potuto avere una vita sua, una vita completa”. Chi parla è Ládia Rufina, una donna brasiliana nata nel 1978 a Santarém, un città di 300 mila abitanti nel nord ovest del Brasile nello stato del Parà. In realtà Làdia ha solo una deformità toracica ma questa basta per marchiarla come persona svantaggiata.

Nel 2001 vengono distribuiti dei pass gratuiti per il trasporto pubblico cittadino e Làdia va in un ufficio per ritirarlo. “Venni accolta da Claudionor Araújo, presidente dell’associazione Adefis (Associazione Disabili Fisici di
Santarém). Ma la cosa che mi colpì era che a lui mancava la gamba sinistra, eppure era un presidente di qualcosa, e allora ho pensato che anch’io avrei potuto darmi da fare”. Inizia del lavoro volontario all’interno dell’associazione, lì conosce altre ragazze come lei a cui si lega con una grande amicizia. “Io, Elisangela, Elizabete ed Edilane cominciammo a emanciparci. Anche la mia famiglia notò questo cambiamento e cominciò a guardarmi con occhi diversi, capirono che la mia disabilità era solo estetica”. Dopo il volontariato, Ládia inizia a lavorare stipendiata diventando segretaria di Adefis; un altro momento di svolta è quando la sua associazione avvia una collaborazione con AIFO: Làdia diventa responsabile del Progetto Cucito.

In questo percorso di rafforzamento e di progressiva scoperta delle proprie capacità, nel 2008 Ládia diventa presidente di Adefis e torna a studiare. A 35 anni si laurea in un corso per operatori sociali. A questo punto lascia la presidenza e torna a lavorare presso Adefis come professionista. “La vita ti riserva sempre delle sorprese - racconta sorridendo Ládia - la mia famiglia ha dovuto ricredersi anche sulla mia vita affettiva”. Ládia conosce Jose, si piacciono, iniziano a uscire assieme e alla fine lei rimane incinta. Ládia riesce a portare la gravidanza fino alla fine e nell'aprile 2015 nasce una bimba di nome Livia.

In questo momento Ládia continua a lavorare per Adefis in collaborazione con AIFO ed è diventata un esempio per le persone con disabilità del territorio che in lei vedono la speranza di poter vivere una vita piena e felice. 

 

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