Mozambico: pari diritti per le ragazze di Nampula

Mozambico: pari diritti per le ragazze di Nampula

Il Centro di accoglienza Lar Elda, situato nel quartiere Muahiviri Expanção di Nampula, nel Nord del Mozambico, dal 2003 accoglie bambine, adolescenti e giovani con gravi situazioni familiari e sociali, quale conseguenza di povertà estrema o di malattie croniche (in primis Hiv/Aids), o della mancanza dei genitori che le espone al rischio di abbandono o sfruttamento.
Il Lar è una nuova casa per le bambine e ragazze ospiti dove vivono insieme come una grande famiglia, in cui le più grandi si occupano delle più piccole. Tutte sono impegnate ad accudire il Lar sotto la guida di una suora comboniana che le accompagna da vicino nella cura, nell'educazione, e ad assumere la responsabilità nei loro
piccoli compiti all’interno del Lar. Una comunità di tre suore che vivono nello stesso complesso accompagna il funzionamento del Lar affiancando la sorella responsabile in vari compiti.
Essendo le ospiti bambine o adolescenti che vengono da situazioni di sofferenza, la responsabile fa un accompagnamento personalizzato cercando di dare ad ognuna ciò di cui ha bisogno, non solo cose materiali ma anche un supporto medico o psicologico quando necessario.

Vorrei raccontare che ciò che mi ha fatto arrivare qui a Lar Elda è stata la situazione molto brutta di mia mamma. Quando mia mamma era viva, a volte alcuni vicini o altre persone, venivano a casa e volevano che mia mamma ci lasciasse andare, me e le mie sorelle, a vivere con loro perché sapevamo tenere in ordine la casa e volevano qualcuna che le aiutasse. Ma mia mamma diceva sempre che nessuno poteva portar via le sue figlie “fino al giorno in cui il Signore mi chiamerà”.
Intanto la mamma si era ammalata e nessuna di queste persone veniva a trovarla o ci aiutava, solo la nonna e lo zio con i miei cugini della nostra età. Un giorno mia mamma è andata in ospedale perché aspettava un bambino,
ma quando é nata la mia sorellina, lei é morta.
Da questo momento abbiamo sofferto molto. Mio zio ha pensato di portarmi qui al Lar con una delle mie sorelline, altre due sono in un altro Lar e altre due vivono con una mia cugina. Quando sarò grande vorrei avere una casa dove vivremo tutte insieme.

Jilsa Domingos

L’anno 2020 è iniziato con 65 ospiti, dai 4 anni ai 20. Durante il 2019 è arrivato un gruppetto di bambine tra i 4
e gli 8 anni orfane della mamma. Nel Lar tutte le ragazze, a parte due piccoline di 4 e 5 anni, frequentano la scuola dell’obbligo. Alcune delle ragazze che hanno terminato la scuola primaria a Nampula continuano gli studi secondari trasferendosi nella scuola di Nacala, città sulla costa.

Prima di venire al Lar Elda, vivevo con mia zia e un suo nipote più grande di me. Mia zia mi mandava per strada a vendere dei biscotti che faceva lei e acqua gelata. Diceva che con i soldi dovevamo comperare da mangiare. Quando io non volevo andare a vendere, lei mi picchiava e non mi dava da mangiare. Lei non mi voleva bene e non mi mandava a scuola. Quando mia zia non c’era, io non volevo stare a casa da sola con suo nipote perché avevo paura che mi facesse del male.
Un giorno mia mamma é venuta a prendermi e mi ha portato a casa di suo marito dove lei viveva. Ma dopo pochi giorni, suo marito diceva che non voleva che io rimanessi, e la casa era sua. Mia mamma era povera e non sapeva dove mandare me e mia sorella. Allora ci ha portato qui al Lar Elda. Siamo state accolte tutte e due, e così adesso possiamo andare a scuola e viviamo qui con le altre nostre compagne. Durante le vacanze vado a casa da mia mamma per due settimane, poi torno nel Lar con le mie amiche.

Joana Marques

Per alcune ragazze, per via del loro vissuto traumatico, ci è stato consigliato di iniziare un semplice corso di musico-terapia e in questo abbiamo trovato un benefattore che ci ha offerto alcuni flauti. Due chitarre e una pianola erano già in dotazione al Lar. Ora però abbiamo bisogno di un insegnante che possa tenere i corsi di musica per le giovani ospiti.
Due ragazze con buone capacità manuali hanno imparato a cucire con suor Giulia che é stata la loro insegnante. Con loro vorremmo iniziare un piccolo laboratorio per confezionare grembiuli, borse di stoffa e in seguito altri capi di abbigliamento con l’acquisto di 2 macchine da cucire. Questo obiettivo serve anche per poter dare alle ragazze
uno sbocco futuro per un lavoro in proprio.


Suor Giulia e ragazze del Centro di accoglienza Lar Elda

Il vostro aiuto è essenziale per poter continuare a mantenere in buone condizioni la struttura del Lar e affrontare i nuovi progetti per le nostre giovanissime ospiti.

PARTECIPA ANCHE TU. DONA ORA.

Ecco alcune azioni possibili:

  • Materiale scolastico e uniforme per una ragazza 50€
  • Controbuto mensile per una borsa di studio universitaria 80€
  • Acquisto di una macchina da cucire per le attività di sartoria 200€

COME FARE LA TUA DONAZIONE

  • Conto corrente postale n. 7484 intestato ad AIFO - Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau - Via Borselli, 4-6 40135 Bologna. Per versamenti sul conto postale con bonifico, codice IBAN: IT 52 D 07601 02400 0000 00007484
  • c/c bancario BANCA POPOLARE ETICA - Filiale di Bologna, codice IBAN: IT 38 P 05018 02400 0000 1441 1441
  • carta di credito American Express, Visa, MasterCard telefonando al n. verde AIFO 800 550303
  • RID - domiciliazione su c/c bancario o banco posta - richiedendo il modulo al n. verde AIFO 800 550303
  • Donazione online direttamente sul sito AIFO: www.aifo.it/come-sostenerci/dona-online
  • Pagamento periodico bancario SEPA SDD (ex RID) richiedi il modulo al n. verde AIFO 800 550303

Le donazioni con queste modalità (non in contanti) sono fiscalmente deducibili.

Gallery

Side links