Ogni anno, l’ultima domenica di gennaio, si celebra la Giornata Mondiale dei malati di Lebbra e, a qualche giorno di distanza, la Giornata Internazionale delle malattie tropicali neglette.
Sono occasioni per ricordare l’attualità di queste gravi patologie e per ribadire che il diritto alla salute è reale e concreto solo se ogni persona malata riceve le giuste attenzioni e cure.
I malati di lebbra sono ancora oggi l’emblema dell’esclusione sociale, di un isolamento che spesso li condanna alla povertà e alla disabilità. Sono milioni gli uomini e le donne invisibili, che non hanno accesso alla sanità di base e non godono di alcun sostegno.
Molti credono che la lebbra e le malattie tropicali neglette siano ormai debellate o sopravvivano solo in pochi e sperduti luoghi. Non è così.
Queste patologie colpiscono ogni anno 1,7 miliardi di persone nel mondo, tra cui molti bambini (il 50% delle persone malate ha meno di 14 anni), causando disabilità ed emarginazione. Inoltre, il tema delle malattie tropicali neglette si intreccia con altre grandi questioni del presente, come le migrazioni, i cambiamenti climatici, la globalizzazione, l’intensificarsi dei flussi turistici.
In un mondo sempre più connesso, dove gli spostamenti sono velocissimi, lo stesso concetto di lontananza deve essere riscritto. E ragionare in modo egoistico, innalzando steccati, non ha senso: il diritto alla salute esiste solo se è per tutti, ovunque.
euro raccolti tra evento di piazza e altri strumenti di raccolta fondi
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Credits: Robin
