METODOLOGIA AIFO

La metodologia AIFO si basa da sempre sulla Riabilitazione su Base Comunitaria (RBC), una strategia sviluppata all’interno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità agli inizi degli anni ’80.

Un approccio sostenibile e multi-settoriale, dove le persone con disabilità sono i protagonisti principali della propria riabilitazione, all’interno delle loro comunità di appartenenza.

46

Progetti

14

Paesi

326.112

Beneficiari 2019
Mappa dei progetti AIFO nel mondo: 10 progetti nel sud America, 22 progetti in Africa, 12 progetti in Asia. 2 progetti multipaese

AL CENTRO LE PERSONE CON DISABILITÀ

Mettere al centro le persone con disabilità e le loro famiglie, per superare insieme barriere fisiche e culturali significa promuovere l’inclusione attiva di queste persone permettendo loro di utilizzare servizi sanitari, educativi e sociali già esistenti all’interno della comunità. I primi interventi di RBC sostenuti da AIFO sono stati nel 1988 proprio in collaborazione con l’OMS e gradualmente sono stati estesi a tutte le  nostre progettualità. AIFO è diventata, infatti, una delle associazioni con maggiore esperienza nella implementazione della strategia della RBC, premessa del più recente approccio denominato SIBC, Sviluppo inclusivo su base comunitaria (SIBC), che adottiamo nei nostri progetti. Da una lettura prevalentemente medica, la strategia si è gradualmente spostata verso una lettura sociale-globale che considera non solo le persone con disabilità ma tutti i gruppi vulnerabili (donne, anziani, immigrati ecc).

Diagnosi precoceinformazione, sensibilizzazione, microcredito per l’avvio di attività produttive sono i pilastri di questo approccio. Noi di AIFO sosteniamo le associazioni locali di persone con disabilità che sono un potente strumento di integrazione sociale ed istituzionale.

Ragazzi disabili in mongolia
LA MISSION AIFO
Promuovere politiche di cooperazione orientate all’autosviluppo dei popoli e attuare specifici programmi di intervento sociale e sanitario.
Un intervento sanitario concreto in una comunità povera, debole e vulnerabile equivale a dare migliori speranze di vita e giustizia in tutto il mondo.

LA COMUNITÀ AL CENTRO

AIFO da molti anni si dedica alla lotta alla lebbra lavorando per il rafforzamento delle strutture sanitarie e il coinvolgimento della comunità.

In Guinea Bissau, così come in Mozambico e in Brasile, operiamo nell’ambito dei Programmi nazionale di controllo della lebbra, puntando su diagnosi precoce, informazione e sensibilizzazione, per favorire l’integrazione sociale, e il sostegno alle associazioni locali di persone con disabilità così da renderle protagoniste. Dal 2015, quando l’ONU ha promosso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, abbiamo scelto una strategia operativa in linea e fondata su 3 obiettivi: interrompere la catena di trasmissione della malattia, prevenire le disabilità conseguenti, promuovere l’inclusione sociale delle persone colpite eliminando ogni tipo di barriere.

Ma molte malattie sono sostenute anche dal virus della fame: secondo le proiezioni del Programma Alimentare Mondiale dell’ONU potrebbero essere 265 milioni le persone che si troveranno nel 2020 ad affrontare una insicurezza alimentare acuta (+130 milioni rispetto al 2019) e questo proprio per effetto della recente pandemia Covid-19.

Tutti sappiamo bene quanto sia stretto il legame fra povertà, fame e malattie. Gran parte di queste persone vive nei paesi dove AIFO lavora e dove la percentuale della popolazione che vive al di sotto della soglia nazionale di povertà oscilla tra il 69,3% della Guinea Bissau, il 21,6% della Mongolia, passando per il 51% della Liberia e il 46% del Mozambico o dal 26,5% del Brasile o dal 22% dell’India.

Un intervento sanitario concreto in una comunità fragile, per rafforzarne i sistemi sanitari, in questo mondo strettamente interconnesso equivale a dare migliori speranze di vita e giustizia in tutto il mondo.

AIFO IN ITALIA E NEL MONDO

Icona disegnata dell'Italia

Le azioni sono rivolte verso “tutte le persone” della società, con particolare attenzione ai giovani, al fine di sensibilizzare e scuotere le coscienze nei confronti dell’indifferenza, dell’accumulo, della violenza, della paura, dell’egoismo. Questo per formare una società di uomini solidali, rispettosi delle diversità, attenta ai problemi degli ultimi, pronti a impegnarsi in esperienze di volontariato, ovvero cittadini consapevoli, in grado di accogliere la sfida per un mondo di giustizia e di pace, equo e inclusivo.

Icona disegnata del mondo

I destinatari delle azioni sono “gli ultimi”, le persone colpite dalla lebbra, le persone con disabilità, gli emarginati. Tramite la cura delle malattie, in particolare modo della lebbra e delle malattie tropicali neglette, attraverso il sostegno a programmi di sanità di base, di riabilitazione in fisica, mentale e sociale, e a favore di gruppi a grande rischio sociale, specialmente l’infanzia, AIFO vuole favorire l’inclusione degli “ultimi” che, riacquistando dignità e uguaglianza, diventano cittadini attivi. La pietra scartata dai costruttori diventa la pietra angolare nella costruzione della comunità.

Lo sviluppo inclusivo su base comunitaria: AIFO in Mongolia
Metodo AIFO
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