METODOLOGIA AIFO

La metodologia AIFO si basa da sempre sulla Riabilitazione su Base Comunitaria (RBC), una strategia sviluppata all’interno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità agli inizi degli anni ’80.

Un approccio sostenibile e multi-settoriale, dove le persone con disabilità sono i protagonisti principali della propria riabilitazione, all’interno delle loro comunità di appartenenza.

50

Progetti

12

Paesi

260.990

Beneficiari 2020

AL CENTRO LE PERSONE CON DISABILITÀ

Mettere al centro le persone con disabilità e le loro famiglie, per superare insieme barriere fisiche e culturali significa promuovere l’inclusione attiva di queste persone permettendo loro di utilizzare servizi sanitari, educativi e sociali già esistenti all’interno della comunità. I primi interventi di RBC sostenuti da AIFO sono stati nel 1988 proprio in collaborazione con l’OMS e gradualmente sono stati estesi a tutte le  nostre progettualità. AIFO è diventata, infatti, una delle associazioni con maggiore esperienza nella implementazione della strategia della RBC, premessa del più recente approccio denominato SIBC, Sviluppo inclusivo su base comunitaria (SIBC), che adottiamo nei nostri progetti. Da una lettura prevalentemente medica, la strategia si è gradualmente spostata verso una lettura sociale-globale che considera non solo le persone con disabilità ma tutti i gruppi vulnerabili (donne, anziani, immigrati ecc).

Diagnosi precoceinformazione, sensibilizzazione, microcredito per l’avvio di attività produttive sono i pilastri di questo approccio. Noi di AIFO sosteniamo le associazioni locali di persone con disabilità che sono un potente strumento di integrazione sociale ed istituzionale.

Ragazzi disabili in mongolia
LA MISSION AIFO
Promuovere politiche di cooperazione orientate all’autosviluppo dei popoli e attuare specifici programmi di intervento sociale e sanitario.
Un intervento sanitario concreto in una comunità povera, debole e vulnerabile equivale a dare migliori speranze di vita e giustizia in tutto il mondo.

LA COMUNITÀ AL CENTRO

AIFO da molti anni si dedica alla lotta alla lebbra lavorando per il rafforzamento delle strutture sanitarie e il coinvolgimento della comunità.

In Guinea Bissau, così come in Mozambico e in Brasile, operiamo nell’ambito dei Programmi nazionale di controllo della lebbra, puntando su diagnosi precoce, informazione e sensibilizzazione, per favorire l’integrazione sociale, e il sostegno alle associazioni locali di persone con disabilità così da renderle protagoniste. Dal 2015, quando l’ONU ha promosso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, abbiamo scelto una strategia operativa in linea e fondata su 3 obiettivi: interrompere la catena di trasmissione della malattia, prevenire le disabilità conseguenti, promuovere l’inclusione sociale delle persone colpite eliminando ogni tipo di barriere.

Ma molte malattie sono sostenute anche dal virus della fame: secondo le proiezioni del Programma Alimentare Mondiale dell’ONU potrebbero essere 265 milioni le persone che si troveranno nel 2020 ad affrontare una insicurezza alimentare acuta (+130 milioni rispetto al 2019) e questo proprio per effetto della recente pandemia Covid-19.

Tutti sappiamo bene quanto sia stretto il legame fra povertà, fame e malattie. Gran parte di queste persone vive nei paesi dove AIFO lavora e dove la percentuale della popolazione che vive al di sotto della soglia nazionale di povertà oscilla tra il 69,3% della Guinea Bissau, il 21,6% della Mongolia, passando per il 51% della Liberia e il 46% del Mozambico o dal 26,5% del Brasile o dal 22% dell’India.

Un intervento sanitario concreto in una comunità fragile, per rafforzarne i sistemi sanitari, in questo mondo strettamente interconnesso equivale a dare migliori speranze di vita e giustizia in tutto il mondo.

Lo sviluppo inclusivo su base comunitaria: AIFO in Mongolia
Metodo AIFO

AIFO IN ITALIA E NEL MONDO

Icona disegnata dell'Italia

Le azioni sono rivolte verso “tutte le persone” della società, con particolare attenzione ai giovani, al fine di sensibilizzare e scuotere le coscienze nei confronti dell’indifferenza, dell’accumulo, della violenza, della paura, dell’egoismo. Questo per formare una società di uomini solidali, rispettosi delle diversità, attenta ai problemi degli ultimi, pronti a impegnarsi in esperienze di volontariato, ovvero cittadini consapevoli, in grado di accogliere la sfida per un mondo di giustizia e di pace, equo e inclusivo.

Icona disegnata del mondo

I destinatari delle azioni sono “gli ultimi”, le persone colpite dalla lebbra, le persone con disabilità, gli emarginati. Tramite la cura delle malattie, in particolare modo della lebbra e delle malattie tropicali neglette, attraverso il sostegno a programmi di sanità di base, di riabilitazione in fisica, mentale e sociale, e a favore di gruppi a grande rischio sociale, specialmente l’infanzia, AIFO vuole favorire l’inclusione degli “ultimi” che, riacquistando dignità e uguaglianza, diventano cittadini attivi. La pietra scartata dai costruttori diventa la pietra angolare nella costruzione della comunità.

🇧🇷 Brasile

Contesto

Il Brasile è la più estesa nazione del Sud America con i suoi oltre 200 milioni di abitanti, territorio che varia dal contesto urbano delle città più dense fino alla selvaggia foresta pluviale. La società riflette un melting pot tra tradizione e la spinta verso il futuro trainata dalle nuove generazioni, sintesi di una cultura molto eterogenea dettata dalle varie etnie che la compongono. Nonostante gli sforzi, la recente recessione, dovuta dal crollo del prezzo delle materie prime, ha fatto piombare il Paese in una grave crisi economica. In questo contesto si inserisce la fragile condizione sanitaria nazionale, influenzata dall’arresto dell’urbanizzazione nelle zone costiere. Il sistema sanitario brasiliano si sviluppa attraverso due assi: il Plano de Saúde quindi l’assistenza sanitaria privata, ed il SUS, il sistema unico sanitario introdotto solo nel 1988 e sostenuto da vari sottoinsiemi governativi. Fino a quel momento l’accesso alle cure era unicamente privato, potevano accedere solo le fasce più abbienti con reddito, escludendo dal sistema la maggioranza della popolazione. Il SUS ed i fondi per sostenerlo, non coprono la spesa crescente determinando un degradamento delle condizioni nelle strutture ospedaliere e nei punti di ricovero. A ciò va aggiunto un problema geografico, i pochi medici specializzati privilegiano le zone urbane a quelle meno sviluppate andando a acuire il divario tra ricchi e poveri. La salute non può essere un privilegio delle classi benestanti ma un diritto sacrosanto di ogni essere umano. È per questo che AIFO continua a progettare interventi di cooperazione internazionale per far sì che i malati non siano emarginati dalla società e ricevano la giusta assistenza a prescindere della condizione economica.

 

Presenza nel Paese

AIFO in Brasile focalizza i suoi interventi sulle cure primarie e intermedie della persona, in una situazione in cui molte malattie sono tornate a diffondersi e hanno bisogno di maggior contrasto. La lebbra persiste in quelle zone del paese in cui la trasmissione è resa più facile dalle precarie condizioni socio-economiche. Secondo dati OMS 2018 si contano ancora 26.875 persone affette dalla lebbra in Brasile (è il secondo Paese nella classifica mondiale). Persone che hanno bisogno di cure quotidiane, anche dopo il periodo di ospedalizzazione, ma che, spesso, dopo il trattamento sanitario, sono emarginate ed escluse dalla società, senza possibilità d’inserimento. L’approccio alla cura quindi deve essere multi-settoriale, includendo programmi di riabilitazione ed educazione sanitaria e interventi che tengano conto dei fattori sociali di trasmissione della malattia. Sconfiggere la malattia è possibile solo attraverso il coinvolgimento delle persone e delle comunità, rendendole consapevoli dei rischi e accompagnandole in un percorso di rieducazione sanitaria.

AIFO promuove e gestisce diversi progetti in Brasile, in sei stati del Paese (Acre, Goiás, Parà, Tocantins, San Paolo, Rio de Janeiro).

Tutte le iniziative sono gestite da una ONG locale fondata nel 2013: BRASA (Brasil Saúde e Ação), che funziona anche come ufficio di coordinamento di AIFO in loco. Consultare il sito web di BRASA per maggiori informazioni sulle iniziative promosse dall’associazione: https://brasa.org.br/.

 

Programma Nazionale AIFO

Il Programma AIFO Paese, gestito da BRASA, prevede:

– la gestione delle progettualità in andamento, socio-sanitarie, a sostegno delle fasce vulnerabili della popolazione: sanità di base, focalizzando le persone colpite dalla lebbra; riabilitazione/inclusione sociale delle persone con disabilità (incluso persone con condizioni di salute mentale); – la presentazione di nuove progettualità ad enti co-finanziatori in partnership con i partner attuali dei progetti e con entità nazionali ed internazionali; – un programma di comunicazione (rete) con altre Associazioni/Federazioni locali, istituzioni ed enti nazionali e internazionali.  


BRASA 2022

🇮🇳 India

Presenza nel paese

AIFO è presente nel paese dal 1961 ed interviene negli stati di Andhra Pradesh, Assam, Karnataka, Kerala, Orissa. A Bangalore è presente un Ufficio di Coordinamento, gestito dall’associazione locale “Amici Trust India”, che gestisce il coordinamento, il monitoraggio e la valutazione delle progettualità AIFO in India. 

AIFO, in India, promuove le seguenti tipologie di azione:

  • Sanità di Base/Controllo della Lebbra 
  • Riabilitazione/inclusione delle persone con disabilità (fisica, mentale e sociale), utilizzando l’approccio della Riabilitazione su Base Comunitaria

Le attività in favore dell’infanzia sono un elemento trasversale nei progetti promossi nel Paese dall’Associazione. 

 

Programma Nazionale di Eliminazione della Lebbra – NLEP

AIFO in India opera a sostegno del servizio sanitario locale attraverso il Programma Nazionale di Eliminazione della Lebbra (NLEP) negli stati dell’Assam/Stati del Nord Est, Karnataka, Andhra Pradesh, Orissa.

 

Obiettivi dei progetti NLEP:

  • Migliorare la pianificazione delle azioni del Piano Nazionale di Eliminazione della Lebbra (NLEP) 
  • Fornire assistenza tecnica e orientamento in favore del personale dei servizi di salute locale (diagnosi e trattamento della malattia, gestione dei casi con reazioni e complicazioni, prevenzione delle incapacità/riabilitazione, educazione sanitaria, gestione e flusso dei dati epidemiologici, pianificazione).
  • Favorire ed accompagnare il processo di integrazione del trattamento della malattia nei servizi di sanità di base (eliminazione del programma verticale di controllo).

Inoltre, AIFO implementa diversi progetti di Sanità di Base e di Inclusione delle Persone con Disabilità in collaborazione con congregazioni religiose e OnG locali.

 

I partner locali gestiscono attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione fisica delle persone colpite dalla lebbra. Nei Centri di salute dei partner si svolgono anche attività di Sanità di Base (Primary Health Care). Negli ultimi dieci anni la maggior parte di tali progetti ha iniziato attività di Riabilitazione su Base Comunitaria in favore delle persone con disabilità (disabilità in generale, con particolare attenzione alle persone con disabilità causate dalla lebbra), che prevedono il loro coinvolgimento, delle loro famiglie e della comunità in cui vivono. 

🇬🇼 Guinea Bissau

Contesto 

La Guinea-Bissau (República da Guiné-Bissau in portoghese) è uno Stato dell’Africa Occidentale ed è una delle più piccole nazioni dell’Africa continentale. Confina col Senegal a nord, con la Guinea a sud e a est e con l’Oceano Atlantico ad ovest. Al largo della capitale, Bissau, è situato l’arcipelago delle isole Bijagos, centinaia di isole di varie dimensioni, molte delle quali disabitate. Precedentemente colonia portoghese con il nome di Guinea Portoghese, la Guinea-Bissau proclamò l’indipendenza dal Portogallo il 24 settembre 1973 (poi riconosciuta il 10 settembre 1974).

Nel Paese, pur essendo presente una democrazia parlamentare (semi presidenziale), la situazione politica rimane instabile. L’ultimo colpo di stato è avvenuto nell’aprile 2012 dopo le elezioni del 18 marzo dello stesso anno. Si tratta di un Paese a basso indice di sviluppo umano (tra i 20 Paesi più poveri al mondo) che affronta una difficile situazione socio-economica, aggravata dalla persistente instabilità politica. La mancanza di servizi adeguati e la povertà negano alla popolazione l’accesso a salute, educazione, indipendenza economica e partecipazione sociale. 

 

Presenza nel paese

AIFO è presente e opera nel Paese dal 1978 con il programma di controllo della lebbra presso il Centro di Cumura.  In seguito AIFO ha cominciato a lavorare nella Regione di Gabu sulla tematica della salute riproduttiva e materno infantile nel 2011 con un progetto finanziato dall’Unione Europea e nella formazione degli Agenti di salute comunitaria all’interno di un progetto UNICEF. Si sono dunque sviluppati forti legami sia con il Ministero della salute pubblica (MINSAP) che con la sua Direzione Regionale a Gabu, e con la Federazione delle Associazioni delle Persone con Disabilità in Guinea Bissau (FADPD/GB). 

Più recentemente AIFO, ha intensificato la sua azione con finanziamenti della Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo (AICS) con tre progetti in sinergia  per promuovere l'inclusione sociale ed economica delle donne e delle persone con disabilità della Guinea Bissau, in particolare della Regione di Gabu su 3 assi tematici principali: il rafforzamento economico delle donne organizzate in gruppi di auto aiuto, il finanziamento con micro-credito di attività generatrici di reddito; il Sistema di Allarme Comunitario  per segnalare casi di violenza contro le donne e le persone con la disabilità; il dialogo istituzionale e la formazione sull’applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità.

Nel quadro degli interventi d’emergenza, AIFO ha inoltre operato per rafforzare la resilienza della popolazione vulnerabile a rischio migrazione e, dal 2020, integrato la sensibilizzazione comunitaria sulla pandemia COVID 19 e distribuito kit di igiene e protezione individuale. 

🇱🇷 Liberia

Contesto 

La Liberia, ufficialmente Repubblica di Liberia, è uno Stato dell'Africa Occidentale, confinante a nord con Sierra Leone e Guinea, e ad est con la Costa d'Avorio. 

La storia della Liberia come entità politica comincia con l'arrivo dei coloni afroamericani che stabilirono una colonia di "liberi uomini di colore" sulle sue coste nel 1822 sotto il controllo della American Colonization Society. Il 26 luglio 1847 gli americo-liberiani dichiararono l'indipendenza della Repubblica di Liberia. I coloni vedevano nel continente africano, dal quale i loro avi erano stati deportati, la "terra promessa", ma non mostravano intenzione di reintegrarsi nella società e nel metodo tribale africano. Si riferivano a loro stessi come "americani" e furono riconosciuti come tali tanto dalle autorità tribali africane quanto dalle autorità coloniali britanniche della vicina Sierra Leone.

Tra la fine del XX secolo e l'inizio del XXI la Liberia è stata afflitta da due guerre civili (1989–1996 e 1999–2003) che hanno reso profughi centinaia di migliaia di cittadini e ne hanno distrutto l'economia. Nel corso del 2014 un'epidemia della malattia virus ebola si diffuse in tutta la Guinea e ne oltrepassò i confini, diffondendosi in tutta l'Africa occidentale. La Liberia risultò essere uno dei paesi maggiormente colpiti dall'epidemia di Ebola.

Ancora oggi le condizioni socioeconomiche del paese risentono delle conseguenze delle crisi politica e sanitaria. La Liberia è al 175 esimo posto nella lista che si riferisce all’Indice di Sviluppo Umano dei paesi. 

 

Presenza nel paese

AIFO ha iniziato a lavorare in Liberia nel 1997 durante gli anni della guerra civile, aiutando le comunità locali e in particolare distribuendo articoli di primo soccorso ai gruppi più fragili colpiti dal conflitto. Da allora ha mantenuto la sua presenza nel paese con varie iniziative finanziate dall’Unione Europea, la Conferenza Episcopale Italiana, Enti Locali Italiani e dal 2018 dall’Agenzia Italiana Cooperazione allo Sviluppo – AICS di Roma.

La tematica della disabilità è rimasta il cuore degli interventi di AIFO Liberia, che in questo settore riveste oggi un ruolo importante a livello nazionale, in collaborazione con autorità e organizzazioni della società civile. All’interno degli interventi, che seguono l’approccio dello Sviluppo Comunitario su Base Inclusiva, AIFO si occupa anche di lebbra e salute mentale, nell’ottica dell’inclusione sociale. Durante l’emergenza causata dal virus Ebola, che ha duramente colpito il paese tra il 2014 e il 2016, il nostro modello di lavoro comunitario ci ha permesso di essere parte attiva attraverso la distribuzione di medicinali ed equipaggiamenti sanitari e facendo attività di sensibilizzazione e prevenzione nei villaggi.

Oggi il nostro lavoro include l’empowerment della società civile, in particolare le Organizzazioni di Persone con Disabilità, diritti umani e attività generatrici di reddito. 

 

Scopri di più sul sito ufficiale www.aifoliberia.org

🇲🇿 Mozambico

Contesto 

Il Mozambico è un’ex colonia del Portogallo, da cui ha ottenuto l’indipendenza nel 1975. Negli ultimi anni il Paese è stato segnato da alcune tensioni politiche interne, sfociate anche in scontri armati. Al momento sono in corso i colloqui di pace tra il governo e l’opposizione. 

La Repubblica del Mozambico è al 180° posto su 187 per quanto riguarda l’indice di sviluppo umano (HDI, 2018). Sono 25.830.000 gli abitanti del Mozambico: di questi, il 60% vive con meno di un dollaro al giorno. In un Paese con un tasso di crescita demografica del 2,5%, il Pil pro capite annuo è, secondo il Fondo Monetario Internazionale, 654 dollari. Stando all’indicatore dell’Indice di sviluppo umane, il Mozambico si classifica 178° su 187 paesi; l’età media della popolazione è di 17 anni, mentre l’aspettativa di vita è di 52 anni per gli uomini e di 54 per le donne. Dal punto di vista della sanità, il quadro del Mozambico è quello tipico di un Paese che ha di fronte grandi sfide, molte delle quali rientrano nel difficile rapporto di interdipendenza tra salute e povertà. Il tasso di mortalità materna rimane tra i più alti al mondo: 480 le morti di parto ogni 100.000 nati vivi. I parti assistiti da personale qualificato sono il 46% a livello nazionale, con differenze notevoli tra realtà urbane (81%) e rurali (34%).

La mortalità infantile sotto i 5 anni è di 103/1.000 nati vivi e restano preoccupanti i dati sulla mortalità neonatale (entro 28 giorni dal parto): i dati più recenti la attestano a 37/1.000 nati vivi. Il 43% dei bambini sotto i 5 anni soffre di malnutrizione cronica moderata, il 20% di malnutrizione grave. La prevalenza dell’Hiv a livello nazionale è del 10,8%, nella provincia di Sofala raggiunge il 15,5%, nel distretto di Beira il 19%.

Uno tra i fattori che contribuiscono a mantenere negativi gli indicatori sanitari è rappresentato dalla scarsità di risorse umane sanitarie adeguatamente formate: il Mozambico continua a soffrire di una grave carenza di personale sanitario qualificato. Dati nazionali (Ministero della Sanità) e internazionali (Report WHO 2014) concordano nell’evidenziare come nel Paese siano disponibili appena 0,4 medici ogni 10.000 persone e 4,1 tra personale infermieristico e ostetrico ogni 10.000 persone, numeri del tutto insufficienti a garantire standard sanitari adeguati.

Nel 2019, il paese è stato colpito da due cicloni (IDAI e Kenneth), l’emergenza ha contribuito ad esacerbare quelle difficoltà che affliggono il paese: salute precaria e povertà.

 

Presenza nel paese

AIFO opera in Mozambico dal 1974, quando ha iniziato la sua collaborazione con il Ministero della Sanità (MISAU) a sostegno del Programma Nazionale per la Lebbra. Nonostante le difficoltà dovute alla guerra civile, AIFO ha mantenuto negli anni il suo sostegno al MISAU, ampliando la sua partnership e realizzando numerosi progetti di sviluppo socio-sanitario finanziati dall'Unicef, dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Commissione Europea, dal Ministero degli Affari Esteri, dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e da aziende socialmente responsabili come la Ditta Mediterranea F.lli Carli S.p.A.

Negli ultimi anni, AIFO ha rafforzato la sua azione combinando la lotta contro la lebbra con altre malattie tropicali neglette e malattie non trasmissibili, la promozione dei diritti delle persone con disabilità e l'attenzione ai bambini. Nel 2019, AIFO è presente nelle province di Maputo, Manica, Nampula, Sofala, Zambézia e Cabo Delgado. La specificità della metodologia di intervento dell'AIFO si basa su tre pilastri: (i) la presenza dell'AIFO a livello di comunità con attenzione ai gruppi vulnerabili (salute della comunità, educazione e campagne di sensibilizzazione, gruppi di auto-aiuto, attività generatrici di reddito), (ii) il sostegno alla società civile nei processi di sviluppo inclusivo e sostenibile (rafforzamento delle capacità delle organizzazioni della società civile con particolare attenzione alle organizzazioni di persone con disabilità, promozione del dialogo e delle reti multi-stakeholder) e (iii) la promozione dei principi sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

🇨🇳 Cina

Contesto 

La Repubblica Popolare Cinese, con una popolazione di oltre 1,4 miliardi di persone, è il paese più popoloso al mondo e anche il più esteso con una superficie di circa 9.572.900 chilometri quadrati. 

Dopo l'introduzione di riforme economiche nel 1978, l'economia della Cina è diventata quella dalla crescita più rapida al mondo. A partire dal 2013 è la seconda economia più grande al mondo sia come PIL totale nominale, sia per parità di potere d'acquisto; è anche il più grande esportatore e importatore di merci al mondo. La Cina è ufficialmente uno Stato munito di armi nucleari e ha il più grande esercito permanente del mondo, con il secondo più grande bilancio della difesa. La Cina è membro delle Nazioni Unite dal 1971, quando ha preso il posto della Repubblica di Cina tra i seggi dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La Cina è anche membro di numerose organizzazioni multilaterali, tra cui l'OMC, l'APEC, il BRICS, l'Organizzazione di Shanghai per la cooperazione, il BCIM e il G-20. La Cina, unanimemente riconosciuta come grande potenza dal consesso internazionale, è una potenziale superpotenza secondo un certo numero di accademici e analisti che si occupano di questioni militari, politiche ed economiche. Dissidenti politici e gruppi per i diritti umani hanno denunciato la dittatura del governo cinese per diffuse violazioni dei diritti umani, tra cui repressione politica, repressione delle minoranze religiose ed etniche, censura, sorveglianza di massa e la violenza utilizzata nel reprimere il dissenso, come quella esibita durante la protesta di piazza Tienanmen del 1989.

 

Presenza nel paese

AIFO è presente in Cina dal 1989, sostenendo i programmi di controllo della lebbra e promuovendo iniziative di riabilitazione fisica e socio-economica delle persone colpite dalla malattia, in partnership con il Governo e ONG locali. Nel corso del 2017 AIFO è stata registrata ufficialmente in Cina. La registrazione permette e permetterà ad Aifo di implementare in futuro le proprie iniziative nel Paese. 

 

Programma di salute mentale

Dall’inizio di questo secolo l’AIFO ha iniziato a promuovere in Cina iniziative per l’inclusione sociale e la difesa dei diritti delle persone con problemi di salute mentale, cofinanziate dall’Unione Europea e dall’Ambasciata Americana di Pechino.

L’ultimo progetto triennale, cofinanziato dall’UE, è terminato nel febbraio 2017. Le attività, in collaborazione con Solis (Solidarietà e Servizio), ConfBasaglia di Trieste (CoPerSamm), Università di Pechino e Aid and Service (OnG Cinese), sono state realizzate in quattro distretti sanitari in altrettante province del Paese e hanno permesso di:

-organizzare servizi di salute mentale di comunità integrati nel sistema sanitario locale (servizi ambulatoriali di salute mentale e centri residenziali aperti);

-formare il personale socio-sanitario che lavora nell’ambito della salute mentale;

-coinvolgere le persone con problemi di salute mentale e lo sviluppo di un programma di riabilitazione e inclusione sociale (organizzazione di gruppi di auto aiuto e cooperative sociali;

-organizzare un programma di informazione e sensibilizzazione dei politici e degli amministratori locali (seminari, workshop);

-gestire un percorso di informazione e comunicazione dei cittadini sul tema della salute mentale.

A partire dal 2018 il programma di salute mentale comunitaria è stato implementato solo nell’area di Harbin, cofinanziato dall’Ambasciata Americana: formazione del personale, sensibilizzazione e informazione delle comunità locali, attivazione di servizi comunitari di salute mentale, anche in area rurale.

Il programma nel campo della salute mentale, intrapreso da AIFO in Cina, è in linea con la nuova legge sulla salute mentale, attiva dal maggio 2013, che ha posto le basi per discutere e mettere al centro delle politiche sulla salute mentale la dignità e i diritti delle persone, nonostante le difficoltà di ordine logistico, culturale ed economico. 

Il programma di salute mentale di AIFO, ha permesso di promuovere e attivare una riflessione critica da parte di dirigenti, operatori, pazienti e familiari, nel quale le loro esperienze condivise hanno contribuito a formare saperi comuni e ad agire contro lo stigma legato alle persone con condizioni di salute mentale, permettendo di promuovere i loro diritti.

Per quanto sopra esposto, si può affermare che nel Paese è stato intrapreso un percorso significativo e di qualità nel campo della salute mentale. Considerando l’esperienza di AIFO nel campo della SIBC e dei diritti delle persone con disabilità in generale, si prospetta la possibilità di sviluppare nuove iniziative che promuovano la loro inclusione sociale e l’applicazione della Convenzione dei diritti delle persone con disabilità in Cina.

🇲🇳 Mongolia

Contesto

La Mongolia è uno stato con un’estensione di 1.565.000 Km ed una popolazione di 2.712.315 abitanti (1,73 ab/Km2). La popolazione tradizionalmente è nomade (etnia mongola), anche se la maggior parte vive nella capitale Ulaan Baatar. Il Paese, centro dell'Impero Mongolo del XIII secolo, fu dominato dalla Dinastia Qing dalla fine del 1691 fino al XX secolo, quando fu formato un governo indipendente filosovietico (1911). Dal 1991, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, furono avviate diverse riforme, quali: la progressiva liberalizzazione dei prezzi e delle tariffe (fino allora sotto il controllo dello Stato), la privatizzazione delle imprese statali, la liberalizzazione del mercato estero, l’adozione del sistema di tassi di cambio variabili, la creazione di condizioni favorevoli per lo sviluppo del settore privato. L’adozione del libero mercato ha provocato la chiusura di molte industrie e, conseguentemente, l’innalzamento del tasso di disoccupazione. Inoltre, il Governo non ha potuto garantire la continuità e sviluppare il precedente sistema previdenziale/assistenziale, con una diminuzione dell’operato dei servizi sociali. I precedenti fattori, uniti al crollo delle entrate, hanno provocato un aumento dei livelli di povertà e d'insicurezza sociale, con disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza interna. Varie ricerche, condotte in Mongolia, sono giunte alla conclusione che la povertà tende ad aumentare, soprattutto fra le persone più vulnerabili, come le persone con disabilità e gli anziani. 

Per quanto riguarda la sanità, dal 1989, si è passati da un sistema altamente centralizzato dell’assistenza sanitaria, a uno decentralizzato, basato sulla figura dei medici di base, ma le notevoli restrizioni finanziarie hanno impedito al sistema di funzionare adeguatamente. Risulta difficile oggi mantenere l’universalità del Sistema Sanitario Nazionale, anche perché molte delle infrastrutture, create durante l’epoca socialista, hanno bisogno di essere rinnovate e modernizzate. Tale situazione ha costretto il Governo a identificare strategie alternative, con l’obiettivo di garantire un’adeguata assistenza sanitaria alla popolazione. Ciò, tenendo in considerazione e cercando di ottimizzare il mix tra sistema sanitario pubblico e privato. L’universalità del sistema e stata mantenuta, ma si deve pagare una quota al momento dell’accesso ai servizi e per ricevere le medicine necessarie. All’interno di tale sistema le fasce più povere della popolazione hanno scarse possibilità di accesso alle strutture sanitarie presenti sul territorio, soprattutto le persone più vulnerabili, come le persone con disabilità. 

 

Presenza nel paese

AIFO è presente in Mongolia da più di 40 anni. In collaborazione con partner governativi e non governativi locali promuove iniziative per la riabilitazione e l’inclusione sociale delle Persone con Disabilità. 

AIFO collabora con Tegsh Niigem, un’ONG locale fondata nel 2006 con l’intento di promuovere l’inclusione sociale delle persone con disabilità, promuovendo l’approccio della Riabilitazione su Base Comunitaria (RBC). Fin dalla sua nascita ha operato per sostenere le attività delle organizzazioni delle persone con disabilità (OPD), in particolare le loro azioni in favore della promozione e implementazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità. Inoltre, organizza e gestisce programmi formativi sui concetti della RBC; campagne di sensibilizzazione (informazione, educazione e comunicazione) sulle tematiche riguardanti l’inclusione sociale; prevenzione delle disabilità, in particolare sicurezza sui luoghi di lavoro; organizzazione di corsi di formazione professionale per persone con disabilità; promozione della diagnosi precoce delle disabilità e di programmi di riabilitazione fisica (post ictus, da lesioni del midollo spinale).

Nel corso degli anni, gli sforzi congiunti di AIFO, Tegsh Niigem e dei loro partner, in particolare le Organizzazioni delle Persone con Disabilità – OPD, hanno portato a risultati importanti e sostenibili, in difesa dei diritti e per l’inclusione delle persone con disabilità: 

  • nel corso del 2011 il Governo locale ha istituito un Dipartimento, presso il Ministero dello Sviluppo e della Protezione Sociale, responsabile per il programma di monitoraggio e valutazione dell’applicazione dell’UNCRPD, come previsto dall’articolo 33. 
  • nell’agosto 2012 è stato elaborato uno specifico “Piano di Azione” per l'attuazione del UNCRPD; 
  • nel marzo 2013, il Governo ha lanciato il programma strategico decennale sui diritti umani delle persone con disabilità, come previsto per l’area Asia-Pacifico (Incheon Strategy to “Make the Rights Real” for Persons with Disabilities in Asia and Pacific, 2013-2022). 
  • nel 2014 AIFO, in collaborazione con Tegsh Niigem e dei rappresentanti delle DPOs locali, hanno iniziato una specifica collaborazione con il Ministero dello Sviluppo e della Protezione Sociale a sostegno dell’elaborazione della nuova legge nazionale sulla disabilità, che tenga conto della normativa vigente in materia di diritti e di sicurezza sociale delle persone con disabilità. 

🇹🇳 Tunisia

Contesto 

La precarietà dell’economia continua a provocare tensioni sociali, scioperi e manifestazioni. L’attuale perdurante instabilità in Libia è causa ulteriore di difficoltà. Dalla rivoluzione del 2011, il numero di migranti verso l'UE è raddoppiato (circa 13.000 partenze/anno) ed è terra di transito per i migranti che fuggono dalla Libia e da altri paesi del Medio – oriente e dell’Africa sub-sahariana.

La Tunisia ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità il 2 aprile 2008. Dopo la presentazione del primo rapporto nel 2011 sullo stato di attuazione della Convenzione e le raccomandazioni che ne sono seguite, la Tunisia ha creato una commissione nazionale interministeriale che ha sviluppato, dal 2012 al 2014, una "Strategia nazionale per l'integrazione sociale e lo sviluppo economico delle persone con disabilità", che dovrebbe portare a un piano d'azione nazionale, la cui pianificazione è una delle attività previste dal progetto "Supporto all'attuazione della Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità". 

 

Presenza nel paese

Dal 2007 al 2009, nel quadro nel progetto di sostegno all’inclusione sociale delle persone con disabilità, AIFO ha sviluppato le sue competenze specifiche riguardo il contesto tunisino operando come assistente tecnico del Ministero per gli Affari Sociali tunisino (MAS)  per rinforzare le capacità delle istituzioni e qualificare l’azione delle Organizzazioni della Società Civile che operano nel settore della tutela, educazione, formazione professionale e inserimento nel mondo del lavoro delle persone con disabilità.

Nel gennaio 2020 il Ministero per gli Affari Sociali tunisino ha contrattato AIFO al fine di ricevere assistenza tecnica e orientamento nella messa in pratica della Convenzione Internazionale per i Diritti delle Persone con Disabilità – CDPD (Bando Pubblico 02/2016). Il progetto "Sostegno all'attuazione della Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità", finanziato dalla Cooperazione Italiana, è fondato su una strategia di intervento su base partecipativa e incentrata sul miglioramento delle conoscenze e delle competenze delle risorse umane istituzionali e società civile. Il progetto concentra i suoi sforzi sul raggiungimento dei seguenti 3 risultati: 1) lo sviluppo del piano d'azione nazionale disabilità; 2) il miglioramento e lo sviluppo delle capacità del personale e delle associazioni nel settore dell'assistenza domiciliare per le persone con disabilità e dell'accessibilità ai servizi locali; il potenziamento delle capacità del personale MAS nella raccolta e analisi dei dati, a livello locale e centrale, riguardanti la situazione delle persone con disabilità e l’accesso ai servizi  per la salute, la riabilitazione, l’istruzione e le prestazioni sociali.

Nel 2020 è inoltre iniziato un partenariato con Arci Culture Solidali (ARCS, con il Centro Informazione ed Educazione allo Sviluppo (CIES) per condurre una ricerca emancipatoria sui migranti di ritorno, su finanziamento del Ministero degli Interni italiano.

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