SVILUPPO LOCALE

I progetti di sviluppo locale, rivolti alle persone con disabilità o vulnerabili (persone povere, minoranze etniche, donne e bambini), riguardano ambiti di azione differenti, in particolar modo educazione, formazione ed emancipazione. Le persone attraverso la formazione e il microcredito imparano un lavoro e hanno modo di aprire la propria attività, emancipandosi e rendendosi autonome. Tra borse di studio e prestiti per l’avvio di attività lavorative, ogni anno sono più di 10.000 persone e famiglie che vengono rese autonome dai nostri progetti.

BRASILE

RERSUS - CURE INTERMEDIE

Il progetto favorisce lo scambio internazionale di pratiche nell’ambito del benessere globale della persona.

Inizio progetto

febbraio 2019

Beneficiari

775 persone

Costo del progetto

nd

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CONFRONTO E TRASFERIMENTO DI STRUMENTI GESTIONALI TRA ITALIA E BRASILE

Il progetto RERSUS nasce dalla cooperazione tra Brasile e Regione Emilia-Romagna: avvia una sperimentazione concreta nel campo delle cure intermedie, all’interno del Sistema Unico di Salute brasiliano, a partire dal modello sperimentato e strutturato nelle AUSL della Regione Emilia-Romagna, promuovendo l’inclusione attiva delle fasce più vulnerabili della popolazione e iniziative di contrasto alle disuguaglianze. Si tratta di promuovere collaborazioni e scambi di competenze attraverso attività di formazione, ricerca e valutazione.

ATTIVITÀ

– Identificazione dei bisogni di salute della comunità con focus sui più vulnerabili

– Studi sulla segreteria municipale di salute di Niterói e sui processi partecipativi

– Analisi sulle cure intermedie e formazione sulle diseguaglianze 

– Formazione per tutor dell’Emlia-Romagna, per i gestori brasiliani delle cure intermedie e per i leader di comunità di Niterói

– Attività accademiche e di sensibilizzazione in Emilia-Romagna

Il progetto, appena concluso, si è inserito in un panorama epidemiologico globale dominato da una rapida crescita dell’incidenza delle patologie croniche. Un tale contesto prevede un intervento del comparto delle cure intermedie in quanto luogo dell’integrazione tra ospedale, territorio e ambito socio-familiare.

Il progetto ha favorito l’acquisizione di competenze organizzativo-gestionali per l’implementazione di una Unità pilota di Cure Intermedie all’interno dell’Ospedale Municipale di Niterói (Stato di Rio de Janeiro), promuovendo l’inclusione attiva delle fasce più vulnerabili di popolazione e iniziative di contrasto alle disuguaglianze.

Si sono svolte attività che hanno previsto il trasferimento di tecnologie e strumenti gestionali nel contesto delle cure intermedie, in una rete di cure primarie e ospedaliere, concentrandosi sull’assistenza di pazienti cronici e vulnerabili, e sul loro percorso di riabilitazione e cura integrale, coinvolgendo anche le comunità locali.

AIFO in Brasile inizia già nel 1961, nell’anno della nostra fondazione, e ad oggi è presente con progetti che riguardano la sanità di base ed il controllo della lebbra, la riabilitazione fisica e sociale delle persone con disabilità e lo sviluppo comunitario.

RERSUS 2.0

RERSUS grazie a un percorso di formazione e scambi reciproci ha creato le basi per lo sviluppo del settore delle cure intermedie nel contesto brasiliano e identificato nuove soluzioni per servizi già esistenti in Emilia-Romagna. Il carattere innovativo, l’impatto sui servizi, l’interesse di nuovi partner, ne favoriscono la continuità: per questo stiamo partecipando alla realizzazione di uno studio di fattibilità per la preparazione di un nuovo progetto che coinvolga più Stati brasiliani e più servizi della Regione. L’obiettivo sarà contribuire allo sviluppo di nuove politiche e strategie sanitarie attraverso esperienze di “project work” in Italia e Brasile, nel rispetto delle specificità territoriali, in modo da rispondere alle reali necessità della popolazione, che sarà coinvolta attivamente attraverso percorsi partecipativi. Nello specifico, si propone un percorso che in Brasile possa portare ad una riconfigurazione dei piccoli ospedali municipali, utilizzando come sussidio il modello italiano degli Ospedali di Comunità. Per l’Emilia-Romagna il progetto permetterebbe di raccogliere nuove risposte per la crescente complessità dei servizi di cure intermedie e di migliorare l’articolazione tra servizi territoriali e assistenza in rete, il dialogo con la comunità e lo sviluppo della multi professionalità, rafforzando così l’assistenza integrale degli utenti e delle loro famiglie.

BENEFICIARI

775 gestori del sistema sanitario Rer e Sus: professionisti/ studenti coinvolti; popolazione della Rer Coperta dai servizi di cure intermedie; la popolazione del municipio di Niterói.

Per maggiori informazioni sul progetto:  

PARTNER

Il progetto RERSUS vede tra i partner AIFO l’Università Federale Fluminense, il Comune di Castelfranco Emilia, l’AUSL di Modena, l’AUSL di Parma, l’AUSL Romagna, l’Università di Bologna e l’Università di Parma. Nasce dalla cooperazione tra Brasile e Regione Emilia-Romagna, che lo finanzia.

MOZAMBICO

EM REGIAO

Rafforzamento delle capacità delle istituzioni locali in termini di formazione professionale.

Inizio progetto

dicembre 2018

Beneficiari

36.700 persone

costo del progetto

200.640€

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EM REGIÃO - RAFFORZAMENTO ENTI E GOVERNANCE ISTITUZIONALE DELLA PROVINCIA DI CABO DELGADO

Nella Provincia di Cabo Delgado AIFO ha in corso il progetto EM REGIÃO – RAFFORZAMENTO ENTI E GOVERNANCE ISTITUZIONALE DELLA PROVINCIA DI CABO DELGADO, in collaborazione con AVSI (capofila). Il progetto sostiene le istituzioni locali nell’affrontare le problematiche relative alla gestione dei servizi di base della Provincia. A causa dei cambiamenti climatici degli ultimi anni si è assistito ad un amento della popolazione in condizioni di vulnerabilità estrema e a un peggioramento della situazione sanitaria, in particolare un aumento delle malattie legate alla malnutrizione. Le infrastrutture (in particolare quelle sanitarie e di istruzione) sono inadeguate per rispondere alle esigenze della popolazione.
Il progetto è realizzato da un consorzio di enti emiliano-romagnoli con il contributo della Regione Emilia-Romagna per i progetti strategici.

 

OBIETTIVI E ATTIVITÀ

L’obiettivo del progetto è favorire la resilienza comunitaria della provincia di Cabo Delgado attraverso un rafforzamento delle capacità delle istituzioni e delle organizzazioni locali in termini di sicurezza alimentare, nutrizione, sanità e formazione professionale.

Le attività si propongono di raggiungere i seguenti obiettivi:
realizzare un’azione trasversale di supporto al Municipio di Pemba ed alle istituzioni.
rafforzare il legame tra agricoltura e sicurezza alimentare e in particolare aumentare la conoscenza dei tecnici di Pemba su tematiche inerenti la sicurezza alimentare e le buone pratiche di raccolta, trasformazione e conservazione dei prodotti agricoli.
promozione a livello comunitario del miglioramento dello status nutrizionale e igienico-sanitario dei bambini e delle famiglie più svantaggiate.
– promuovere il partenariato e rafforzare le competenze di istituzioni e organizzazioni locali nell’inclusione delle categorie più vulnerabili della popolazione nelle azioni di sviluppo locale, con focus su formazione professionale dei giovani con disabilità.

In particolare AIFO lavora su azioni di capacity building per rafforzare le competenze dell’Istituto di formazione Professionale e Studi sul Lavoro Alberto Cassimo (IFPELAC): workshop formativo per il personale direttivo dell’IFPELAC e del centro di formazione professionale di Pemba; formazione di un gruppo multi stakeholder per facilitare il dialogo tra istituzioni, società civile e imprese; programmi radio di sensibilizzazione.

PARTNER

Il progetto è realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna, in partenariato con la Fondazione AVSI (proponente), E35 Fondazione Per La Progettazione Internazionale, WW-GVC e il MUNICIPIO DI PEMBA.

PROGETTO SALUTE

Lotta a ipertensione, diabete e cancro della cervice uterina.

Inizio progetto

dicembre 2019

Beneficiari

200.760 persone

Costo del progetto

7.073.000€

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PREVENZIONE E CONTROLLO DELLE MALATTIE NON TRASMISSIBILI, AICS - AID 11375

AIFO ha avviato un progetto triennale denominato PREVENZIONE E CONTROLLO DELLE MALATTIE NON TRASMISSIBLI, insieme a CUAMM (capofila) e Sant’Egidio. Si tratta di un progetto affidato dall’Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo – Sede di Maputo da realizzarsi nelle Province di Maputo, Sofala e Zambesia.

L’iniziativa intende supportare le autorità sanitarie nazionali e locali nella lotta alle malattie croniche non trasmissibili (in particolare diabete, ipertensione e cancro alla cervice) con un approccio integrato e di rafforzamento del sistema sanitario. Per il Mozambico si tratta di patologie ancora nuove e in divenire, ma che risultano già potentissime nel loro livello di diffusione silenziosa e letale per molte fasce di popolazione, non più soltanto tra gli individui più anziani o con un basso livello di alfabetizzazione.

 

Scarsa educazione, poca prevenzione e stili di vita non salutari sono le cause principali dell’aumento della loro diffusione nel continente africano. Per le donne si aggiunge anche la minaccia del cancro alla cervice, facilmente prevenibile in occidente, ma ancora poco conosciuto in Africa. Le epidemie di NCD gravano in maniera significativa sui paesi a basso reddito: la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea il rapporto tra malattie croniche non trasmissibili e povertà: persone e famiglie più povere hanno stili di vita meno salutari e sviluppano quindi sindromi come diabete e ipertensione, che nei paesi poveri richiedono terapie costose e non sono sostenibili dai singoli.
«In Mozambico – spiega Giovanna De Meneghi, rappresentante paese di Medici con l’Africa Cuamm – più del 30% della popolazione soffre di ipertensione e tra il 5 e 8% di diabete. Intervenire per prevenire e trattare le malattie croniche è una priorità per il Cuamm, per non trasformare problemi gestibili in una minaccia di salute globale, con costi più pesanti per sistemi sanitari già molto fragili, ma anche per le famiglie e per i singoli cittadini».

AIFO ricopre l’innovativa azione di coscientizzazione delle grandi masse comunitarie, distribuite tra zone urbane e rurali a ridosso dei 12 centri di salute e 2 grossi ospedali, che si occupano di diabete, ipertensione e cancro del collo dell’utero. La presenza dell’AIFO su questi territori è di fondamentale importanza per lo sviluppo di una strategia pienamente condivisa dal Governo attuale, studiata in totale collaborazione con il Ministero della salute Mozambicano (MISAU), che ancora una volta rinnova la sua fiducia e ripone speranza nella collaborazione con l’ONG, sua partner dal 1981.

OBIETTIVI

Il progetto vuole contribuire concretamente al raggiungimento dell’Obbiettivo di Sviluppo del Millennio 3: entro il 2030 ridurre di un terzo la mortalità prematura da malattie non trasmissibili attraverso la prevenzione e il trattamento e promuovere benessere e salute mentale.

Tre province coinvolte: Maputo, Sofala e Zambezia. Il progetto intende contribuire alla riduzione della mortalità in Mozambico per le principali malattie non trasmissibili, quindi di rafforzare la capacità di risposta del Ministero della Sanità all’aumentata incidenza di queste malattie di prioritaria attenzione. Due ospedali e dodici centri di salute, per portare la prevenzione e il trattamento di ipertensione, diabete e cancro alla cervice nei villaggi, fino all’ultimo miglio del sistema sanitario.

Formazione dei medici locali e del personale sanitario il primo fronte di intervento: solo con il trasferimento di conoscenze sui temi delle malattie croniche sarà possibile la prevenzione e il trattamento di ipertensione e diabete. Medici con l’Africa Cuamm, favorendo la collaborazione tra medici mozambicani ed esperti internazionali, ha di recente contribuito alla stesura delle prime linee guida di trattamento del diabete mozambicane, che saranno il punto di riferimento scientifico del progetto. Anche per il cancro alla cervice il progetto favorirà il potenziamento dell’approccio già in uso di diagnosi e trattamento immediato con crioterapia, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Allo stesso tempo il progetto prevede anche l’equipaggiamento delle strutture sanitarie con attrezzatura e medicinali, oltre che attività di screening e sensibilizzazione nella comunità, ma anche di raccolta dati e ricerca operativa.

ATTIVITÀ

Le attività del progetto contribuiranno a raggiungere i seguenti obiettivi:
a) il rafforzamento del sistema di formazione continua nell’ambito di queste patologie.
b) la sensibilizzazione ed educazione delle comunità
c) l’aumento della disponibilità di servizi preventivi e diagnostici nell’area della città di Maputo per quanto riguarda le principali malattie non trasmissibili (diabete e ipertensione).
d) il rafforzamento delle capacità diagnostiche nell’ambito del cancro alla cervice uterina attraverso l’installazione di laboratori di citologia in tre nuove sedi nel Paese.
e) il potenziamento della sorveglianza epidemiologica a partire dal rafforzamento della raccolta dati presso le unità sanitarie sede dell’intervento e lo sviluppo dei registri del cancro presso gli Ospedali di Nampula e Quelimane.

logo agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo
PARTNER

AICS – AGENZIA ITALIANA PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO – Sede di Maputo
Settori prioritari di intervento per la Sede di Maputo sono l’educazione (universitaria e istruzione professionale), lo sviluppo rurale (resilienza, filiere agricole, energia rurale, ambiente) e la sanità (formazione delle risorse umane, contrasto all’HIV-AIDS e alle malattie non trasmissibili). A questi si aggiungono quello infrastrutturale e della riqualificazione urbana, mentre particolare attenzione è data alle questioni traversali del buon governo e dell’uguaglianza di genere.

Medici con l'Africa CUAMM (proponente)
Nata nel 1950, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Oggi Medici con l’Africa Cuamm è impegnato in 8 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) con oltre 2.200 operatori sia europei che africani; appoggia 24 ospedali, 64 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta all’Aids, tubercolosi e malaria, formazione), 3 scuole infermieri e 1 università (in Mozambico).

Comunità di Sant'Egidio
La Comunità di Sant’Egidio nasce a Roma nel 1968 ed è oggi presente in oltre 70 paesi del mondo con attività di aiuto ai poveri, cooperazione internazionale e sostegno ai processi di pace. Il programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio attualmente segue in Africa oltre 500.000 pazienti e, grazie al lavoro di medici, infermieri, biologi e attivisti, circa 100.000 bambini sono nati sani da donne sieropositive.


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