Il progetto di AIFO che migliora le competenze tecniche e professionali di giovani e adulti con disabilità per inserirli nell’impiego e nell’imprenditoria
La disabilità in Tunisia: un ostacolo ancora forte all’inclusione lavorativa
Bologna/Tunisi, 23 aprile 2026 – In Tunisia le persone con disabilità hanno un accesso ridotto al mondo del lavoro, anche a causa della mancanza di corsi di formazione accessibili. Meno dell’1% delle persone con disabilità tra i 16 e i 34 anni accede ai corsi offerti dai Centri per la Formazione Professionale, rispetto al 70% dei loro coetanei. Inoltre, dal 2020 l’emergenza sanitaria ha aggravato ulteriormente il circolo vizioso tra disabilità, povertà e disagio sociale da cui è oggi sempre più difficile uscire. Queste disparità non limitano dunque fortemente solo le opportunità di inclusione socioeconomica, ma anche quelle di autonomia personale.
PUVI: un progetto per promuovere autonomia e accesso al lavoro
È in questo contesto che nasce “PUVI – Per una Vita Indipendente in Tunisia”, il progetto di AIFO – Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau ETS e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), che ha raggiunto oltre 3 milioni di persone attraverso le campagne di informazione e sensibilizzazione sull’importanza dell’inclusione sociale delle persone con disabilità, formato più di 200 tra funzionari del Ministero degli Affari Sociali e formatori dei centri di formazione professionale e coinvolto direttamente più di 200 persone con disabilità. Ha interessato i governatorati tunisini di Le Kef, Kasserine e Medenine – zone con alti livelli di disoccupazione e difficoltà di accesso all’istruzione e alla formazione per le persone con disabilità – con l’obiettivo di migliorare le competenze tecniche e professionali di giovani e adulti con disabilità e facilitare il loro inserimento nel mercato del lavoro e nell’imprenditoria.
Dare voce alle persone con disabilità e superare le barriere
Obiettivo primario del progetto è dare voce alle persone con disabilità, alle loro famiglie e alle associazioni perché possano far luce sulle barriere esistenti alla formazione professionale e trovare modi innovativi per provare a superarle. Grazie al progetto PUVI è stato possibile finanziare corsi, lezioni e piccoli interventi strutturali che hanno migliorato l’accessibilità dei corsi di formazione professionalizzante riconosciuto istituzionalmente, ma anche di attivare tirocini inclusivi in collaborazione con le imprese locali.
La ricerca emancipatoria: dati, ostacoli e opportunità
Significativa è stata la ricerca emancipatoria che ha coinvolto direttamente 35 persone con disabilità raggruppate in tre insiemi territoriali eterogenei per genere, età e tipologia di disabilità. I dati mostrano criticità strutturali significative: bassi livelli di istruzione (in alcuni gruppi oltre il 60% non ha completato la scuola di base), alta dipendenza economica dalle famiglie (fino all’85%) e limitate opportunità occupazionali, con solo una minoranza in grado di vivere del proprio reddito. Nonostante circa il 70% dichiari di svolgere qualche attività lavorativa, il lavoro risulta spesso precario o insufficiente. Le priorità emerse con maggiore consenso tra i ricercatori riguardano l’accesso al lavoro e ai servizi sanitari, confermate anche dall’analisi di 130 interviste, che evidenziano ostacoli ricorrenti come discriminazione, infrastrutture inadeguate, barriere burocratiche e mancata applicazione delle normative esistenti. Allo stesso tempo, la ricerca mette in luce fattori chiave di empowerment, tra cui il ruolo del supporto familiare, della determinazione individuale e dell’approccio peer-to-peer, capace di rafforzare consapevolezza, fiducia e partecipazione attiva nella rivendicazione dei diritti.
Rafforzare autostima e autodeterminazione
Attraverso PUVI, AIFO non intende solo garantire competenze tecniche e professionali, ma anche rafforzare l’autostima e l’autodeterminazione dei partecipanti affinché possano diventare protagonisti attivi delle proprie scelte di vita.
Come racconta Ghofrane, ventunenne di Kasserine con disabilità uditiva “Grazie al coinvolgimento in questo progetto, sono uscita dall’isolamento in cui vivevo. Prima non facevo nulla, stavo sempre a casa, chiusa nella stessa routine e senza comunicare con gli altri. Partecipando a questo progetto di ricerca, ho incontrato diversi amici con diversi tipi di disabilità e abbiamo partecipato a una serie di attività che hanno avuto un impatto positivo sulla mia e sulle loro vite“.
La cooperazione con il Comitato Generale per la Promozione Sociale del Ministero degli Affari Sociali tunisino e i partner locali è stata fondamentale per adattare il progetto alle specificità culturali e ai bisogni delle comunità territoriali, garantendo un approccio partecipativo e sostenibile.
“Il progetto PUVI rappresenta una tappa fondamentale nel nostro impegno per i diritti in Tunisia, poiché attraverso l’innovativo approccio della ricerca emancipatoria abbiamo permesso a 35 persone con disabilità di diventare co-ricercatori e protagonisti attivi del proprio futuro. Un percorso trasformativo che ha dato loro la possibilità di scoprire il proprio potenziale e di mettersi in gioco. Al tempo stesso il progetto ha lavorato per supportare le istituzioni locali nell’inclusione di persone con disabilità attraverso la formazione dei formatori e la definizione di una Roadmap strategica per rendere i centri di formazione professionale più inclusivi e accessibili. Questa iniziativa progettuale dimostra concretamente che, abbattendo le barriere architettoniche e culturali e promuovendo l’accesso alla formazione professionale, possiamo trasformare l’invisibilità sociale in partecipazione civica, confermando che ogni persona con disabilità non è un peso o una vittima, ma una risorsa strategica per lo sviluppo e il progresso civile dell’intera comunità” ha dichiarato Antonio Lissoni, Presidente AIFO.
“La Cooperazione italiana ha una solida esperienza nella promozione dei diritti delle persone con disabilità. É uno dei nostri pilastri ed intendiamo proseguire su questa linea, partendo dal presupposto che non possa esserci vero sviluppo senza libertà di scelta e pari opportunità, all’interno di un approccio autenticamente inclusivo. L’accesso all’istruzione e alla formazione rappresenta un elemento fondamentale per permettere alle persone con disabilità di entrare nel mondo del lavoro, superare le condizioni di marginalità e partecipare attivamente alla vita sociale. Per questo è essenziale adottare un approccio inclusivo sin dalla prima infanzia e lungo tutto il percorso di vita, assicurando sia l’accessibilità delle strutture e dei materiali didattici, sia una formazione adeguata dei professionisti orientata a una pedagogia inclusiva. Il progetto PUVI si colloca pienamente nel principio del “non lasciare indietro nessuno”, che è al centro delle politiche di cooperazione italiana, sostenendo inoltre l’idea che ogni intervento rivolto alle persone con disabilità debba essere progettato con il loro coinvolgimento diretto, nel rispetto del principio “niente per noi senza di noi””, ha affermato Isabella Lucaferri, Titolare di Sede di AICS Tunisi.
UFFICIO STAMPA AIFO – Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau ETS
BOVINDO
Simona Marotta | s.marotta@bovindo.it | 388 3647498
Camilla Malfatti | c.malfatti@bovindo.it | 342 8827067
