La lebbra oggi esiste ancora? La mappa della diffusione nel mondo

Contrariamente a quanto pensano in molti, la lebbra oggi esiste ancora ed è un problema di sanità pubblica in molti paesi, nonostante sia una malattia ormai curabile. Nel mondo, la diffusione della lebbra colpisce soprattutto Asia, Americhe e Africa. Si tratta di Paesi con condizioni socioeconomiche precarie, i cui sistemi sanitari faticano nell’attuare adeguate strategie di prevenzione e diagnosi precoce, fondamentali per debellare la lebbra. 

Da chi vive in Italia, in Europa o più genericamente nel cosiddetto “occidente”, la lebbra è considerata una malattia del passato e non sono pochi coloro che credono non esista più. In realtà, non è così, la lebbra esiste ancora e, nonostante sia curabile, è un problema di salute pubblica in vari Paesi del mondo, soprattutto in AfricaAsia e America Latina, dove persistono condizioni socioeconomiche precarie che ne favoriscono la trasmissione. La Malattia di Hansen (questo il nome scientifico) è inserita nella lista delle Malattie Tropicali Neglette (MTN), stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo i dati diffusi proprio dall’OMS, e contenuti nel Global report on neglected tropical diseases 2025, nel corso del 2024 sono stati registrati 172.717 casi di lebbra a livello globale (40% donne e 60% uomini), con un calo del 5,5% rispetto all’anno precedente. Quindi, non solo la lebbra non è scomparsa ma continua a far registrare numeri significativi (un caso ogni 2 minuti) e a rappresentare una causa di disabilità ed emarginazione per migliaia di uomini, donne e bambini in tutto il mondo. Secondo le stime, infatti, 3 milioni di persone tuttora vivono con una disabilità dovuta alla lebbra, pur avendo terminato la terapia.

Dove c’è ancora la lebbra?

Entrando nel dettaglio, il paese in cui si sono registrati un maggior numero di casi diagnosticati nel 2024 è stata l’India, con 100.957 persone. Segue, il Brasile (22.129 persone) e l’Indonesia (14.698). Sopra la soglia dei 1.000 casi nell’anno si sono attestati anche Bangladesh, Etiopia, Filippine, Madagascar, Myanmar, Mozambico, Nepal, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Sri Lanka, Tanzania. Infine, il paese che ha avuto l’aumento maggiore del numero di nuovi malati nell’ultimo anno non a caso è il Sud Sudan (+36,4%): questo ci rivela quanto la guerra, i conflitti e le catastrofi umanitarie, che caratterizzano in modo particolare questo paese, incidano sulle condizioni di salute della popolazione.

Allargando lo sguardo ad aree geografiche più ampie, il territorio più colpito dalla lebbra è quello del Sud Est Asiatico, con oltre 124.000 diagnosi, in calo di circa il 5%. La curva dei nuovi casi è in discesa anche per le Americhe (23.600, -5%), il Mediterraneo Orientale (2.409, -15%) e l’Africa (19.171, -8,9%). Incrementi, invece, sono stati registrati nel Pacifico Occidentale (3.145, +16%) e in Europa (97, +162%).

Di particolare importanza è il numero annuale di bambini/e (minori di 15 anni) sul totale delle persone diagnosticate. Nonostante la percentuale sia diminuita progressivamente negli ultimi anni, il numero assoluto rimane ancora elevato, indicando che la trasmissione della malattia è ancora attiva e precoce: 9.397 bambini/e nel 2024 (5,4% del totale), mentre nel 2023 sono stati 10.322 bambini/e (5,7 % del totale). La maggior parte dei minori (70%) si concentra nel Sud-est asiatico, dove la catena di trasmissione della malattia è ancora particolarmente attiva. D’altro canto, sono 117 i Paesi su 188 che non registrano alcun nuovo malato in età pediatrica.

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Come si cura la lebbra oggi?

Ciò che rende ancora più importanti il monitoraggio e la diagnosi precoce è un dato di fatto da molti ignorato: la lebbra si può curare. Nel 1981, infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha introdotto un efficace sistema di trattamento, denominato polichemioterapia (PCT), basato sull’utilizzo combinato di tre farmaci: Rifampicina, Clofazimina e Dapsone. Tale cura viene fornita gratuitamente, dalla stessa OMS, ai paesi in cui la lebbra è endemica ed è molto utile anche in chiave di controllo della diffusione, perché rende le persone affette dalla malattia non contagiose. Nei casi più avanzati, il trattamento può essere affiancato da cure per la gestione delle complicazioni, come la chirurgia correttiva, la fisioterapia per il recupero della mobilità, o i trattamenti per problemi oculari e delle ulcere cutanee.

Per contrastare la lebbra, l’OMS ha messo a punto una Strategia globale, all’interno della Road Map 2021- 2030 per il controllo delle Malattie Tropicali Neglette, che ha come ambizioso obiettivo un triplo zero: zero trasmissione, zero disabilità e zero discriminazione. 

A tal fine, nel 2023, la stessa Organizzazione ha pubblicato una guida tecnica sull’interruzione della trasmissione e l’eliminazione della malattia, che struttura un percorso articolato in 3 fasi: 

  • interruzione della trasmissione;
  • eliminazione della malattia;
  • sorveglianza post-eliminazione.

Rispetto al passato, il percorso introduce degli aspetti molto importanti:

  • intende mantenere la continuità di una adeguata sorveglianza epidemiologica, anche nelle situazioni in cui la malattia non è più considerata un problema di salute pubblica;
  • ridefinisce l’impatto della lebbra, includendo non solo le persone che hanno bisogno di cure e di riabilitazione fisica, ma anche le persone discriminate dalla malattia;
  • si allinea con un programma più ampio, essendo inserita nel percorso strategico del controllo delle MTN.

Gli obiettivi epidemiologici principali della strategia dell’OMS riguardano la riduzione del numero di persone diagnosticate ogni anno nel mondo fino ad arrivare a 63.000) e, fra di esse, la diminuzione di quelle che presentano disabilità gravi (il traguardo è fissato a un tasso di 0,12 per milione di abitanti) e dei minori di 15 anni (0,77 per milione di bambini/e).

Nel quadro degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS, 2030), la strategia OMS per il contrasto alla lebbra intende contribuire al raggiungimento dell’OSS 3 (Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età, che include l’obiettivo della copertura sanitaria universale) e dell’OSS 10 (Ridurre le disuguaglianze).

Come combattere la lebbra, la strategia di AIFO

 

Fonti utilizzate:

  • Dossier Lebbra nel mondo AIFO 2025
  • Bollettino OMS dati Lebbra 2024

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