L’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile, nota anche come Agenda 2030, fissa 17 impegni per gli Stati firmatari da raggiungere entro il 2030. L’obiettivo 3 è dedicato alla salute e in particolare alla copertura sanitaria universale. Per AIFO, si tratta di un riferimento imprescindibile, che guida tutte le azioni nell’ambito della cura, con focus specifici su malattie tropicali dimenticate, malattie croniche non trasmissibili e salute materna e infantile.
Mentre alcuni leader mondiali sembrano voler tornare a logiche di potenza e unilateralismo, esiste un quadro normativo internazionale che va nella direzione opposta: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Adottata nel 2015 da 193 paesi membri delle Nazioni Unite, rappresenta infatti il più ambizioso tentativo della comunità internazionale di affrontare insieme le grandi sfide globali, dalla povertà alla crisi climatica, dall’istruzione alla salute. Guardiamola più da vicino.
L’Agenda 2030 e i suoi principi
L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile si articola in 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), ciascuno declinato in target specifici per un totale di 169 traguardi da raggiungere entro il 2030. Il documento rappresenta una svolta nel modo di concepire lo sviluppo globale: per la prima volta esprime un chiaro giudizio sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale.
I principi fondamentali dell’Agenda 2030 si riassumono nelle cosiddette “5 P”:
- persone: eliminare povertà e fame, garantire dignità e uguaglianza;
- pianeta: proteggere le risorse naturali e il clima;
- prosperità: assicurare vite prospere in armonia con la natura;
- pace: promuovere società pacifiche, giuste e inclusive;
- partnership: implementare l’Agenda attraverso una solida partnership globale.
Questi principi sono interconnessi, nella convinzione che non può esserci sviluppo sostenibile senza giustizia sociale, non può esserci prosperità senza tutela dell’ambiente, non può esserci pace senza rispetto dei diritti fondamentali.
Tuttavia, superata abbondantemente la metà del percorso verso il 2030, il bilancio della messa a terra dell’Agenda è preoccupante. Secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, solo il 35% degli obiettivi procede secondo le previsioni, mentre quasi la metà avanza troppo lentamente e per il 18% si registrano addirittura regressi. Oltre 800 milioni di persone vivono ancora in condizioni di povertà estrema e più di 120 milioni sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Questi dati sottolineano l’urgenza di rinnovare l’impegno politico e di rafforzare la cooperazione internazionale, proprio nel momento in cui questa sembra più fragile.
Cosa dice l’obiettivo 3 dell’Agenda 2030
Tra i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, il terzo si concentra sulla salute globale con l’ambizione di
“garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età”.
Si tratta di un obiettivo particolarmente complesso e articolato, che riconosce come il diritto alla salute sia inscindibilmente legato ad altri diritti fondamentali: dall’accesso all’acqua potabile all’istruzione, dalla lotta alla povertà alla tutela ambientale.
L’Obiettivo 3 si fonda sul principio della copertura sanitaria universale, secondo cui tutti gli esseri umani, ovunque si trovino, devono poter accedere ai servizi sanitari essenziali di qualità senza incorrere in difficoltà finanziarie. Perché, come diciamo in AIFO, stare bene è un diritto, non un privilegio riservato a chi può permetterselo. Un principio che appare ancora più urgente dopo la pandemia di COVID-19, che ha messo in luce le drammatiche disuguaglianze nell’accesso alle cure tra paesi ricchi e paesi poveri.
Ecco, nel dettaglio, i target che l’Obiettivo 3 pone per il 2030 in tema di salute:
- ridurre il tasso di mortalità materna globale a meno di 70 per 100.000 nati vivi;
- ridurre la mortalità neonatale a non più di 12 su 1.000 nati vivi;
- ridurre la mortalità dei bambini al di sotto dei 5 anni a non più di 25 su 1.000 nati vivi;
- porre fine alle epidemie di AIDS, tubercolosi, malaria e malattie tropicali trascurate;
- combattere l’epatite, le malattie legate all’uso dell’acqua e altre malattie trasmissibili;
- ridurre di un terzo la mortalità prematura da malattie non trasmissibili attraverso la prevenzione e la cura e promuovere la salute mentale e il benessere;
- rafforzare la prevenzione e il trattamento di abuso di sostanze;
- garantire l’accesso universale ai servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva;
- conseguire una copertura sanitaria universale;
- ridurre sostanzialmente il numero di decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose e da inquinamento e contaminazione di aria, acqua e suolo;
- rafforzare l’attuazione della “Convenzione quadro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità” sul controllo del tabacco;
- sostenere la ricerca e lo sviluppo di vaccini e farmaci per le malattie trasmissibili e non trasmissibili che colpiscono soprattutto i paesi in via di sviluppo;
- fornire l’accesso ai farmaci essenziali e ai vaccini a prezzi accessibili;
- aumentare sostanzialmente il finanziamento della sanità e il reclutamento, lo sviluppo, la formazione e il mantenimento del personale sanitario nei paesi in via di sviluppo;
- rafforzare la capacità di tutti i paesi, in particolare i paesi in via di sviluppo, per la prevenzione, la riduzione e la gestione dei rischi per la salute nazionale e globale.
Questi obiettivi richiedono uno sforzo coordinato a livello globale e un impegno concreto da parte di governi, organizzazioni internazionali e società civile. È proprio in questo contesto che si inserisce il lavoro di organizzazioni come AIFO.
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L’azione di AIFO per la salute nel quadro dell’Agenda 2030
Nei paesi in cui siamo presenti, infatti, lavoriamo concretamente per realizzare la copertura sanitaria universale indicata dall’Obiettivo 3, promuovendo l’assistenza sanitaria di prossimità e rafforzando i sistemi sanitari nazionali. Il metodo di lavoro AIFO parte dall’ascolto delle comunità locali, affinché siano i reali bisogni delle persone a orientare ogni progetto, in un’ottica di sostenibilità e appropriatezza. In ogni contesto, operiamo in rete con enti governativi e non governativi locali, convinti che solo attraverso la collaborazione si possa incrementare non solo la quantità ma soprattutto la qualità dei servizi sanitari.
Il nostro impegno concreto tocca diversi ambiti prioritari dell’Obiettivo 3. Per ridurre la mortalità materna, neonatale e infantile, lavoriamo al fine di aumentare l’accessibilità e la qualità dei servizi sanitari dedicati, sensibilizzando le comunità sul tema della salute della donna e del bambino. Nella lotta contro le malattie tropicali neglette, invece, ci concentriamo sulla diagnosi precoce, la cura primaria e l’inclusione sociale, spezzando il legame tra povertà, malattia e disabilità. Infine, per contrastare le malattie non trasmissibili (con focus su diabete, ipertensione e cancro della cervice uterina), rafforziamo sia il sistema sanitario nazionale che quello comunitario.
Sul terreno, questo si traduce in attività concrete e diversificate: dalla formazione del personale sanitario dei Centri di Salute locali e degli Agenti di Salute Comunitaria, al supporto alle Brigate Mobili e alle Fiere della salute per raggiungere le persone più ai margini; dalla creazione di Sistemi di Allarme Comunitario alle iniziative di educazione contro lo stigma legato alle malattie. Un approccio che mette sempre al centro le persone e la comunità, perché la salute non è solo una questione medica, ma un diritto che richiede giustizia sociale, partecipazione e dignità.
Scopri di più sul nostro impegno per la cura
Fonti:
https://www.agenziacoesione.gov.it/comunicazione/agenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile/
