Diritti umani e malattie tropicali neglette: per la prima volta, una risoluzione delle Nazioni Unite li collega

Per la prima volta, una risoluzione del Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani mette ufficialmente in connessioni questi ultimi con la lotta alle malattie tropicali neglette. Un importante cambio di paradigma che conferma quanto AIFO sostiene da tempo: le malattie tropicali dimenticate non sono solo una questione sanitaria, ma investono altri temi estremamente complessi, come lo sviluppo sostenibile e la giustizia sociale. 

Il 7 luglio 2026, il Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (UN Human Rights Council) ha adottato la Risoluzione 62/27 su Diritti umani e malattie tropicali neglette. Si tratta della prima risoluzione, nella storia dell’organismo, interamente dedicata a questo tema. Finora, infatti, il Consiglio si era espresso soprattutto sulla discriminazione legata alla lebbra, con risoluzioni adottate già a partire dal 2008. La connessione tra NTD e diritti umano è un passaggio che AIFO, da oltre sessant’anni impegnata su questo fronte, considera un passo fondamentale per milioni di persone dimenticate. Il testo è stato proposto da un gruppo di sei Stati africani, guidato dal Malawi e composto da Burkina Faso, Gambia, Kenya, Marocco e Tanzania. Si tratta di Paesi che convivono da vicino con l’impatto di queste patologie. Il ministro della Salute del Malawi, presentando il documento, ha parlato di una vittoria storica per milioni di persone colpite da malattie prevenibili e curabili, sottolineando il ruolo di guida che i Paesi africani hanno avuto tanto nella diffusione quanto nel contrasto di queste patologie.

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Cosa dice la risoluzione su diritti umani e malattie tropicali neglette

Scendiamo, però, più nel dettaglio. In primo luogo, il testo riconosce ufficialmente che le malattie tropicali neglette non sono soltanto un problema sanitario, ma anche una questione di diritti umani, sviluppo e giustizia sociale. Le 20 patologie del gruppo colpiscono complessivamente più di un miliardo di persone nel mondo, concentrate soprattutto nelle comunità più povere, isolate e vulnerabili.

La risoluzione individua poi con chiarezza i determinanti sociali che alimentano la diffusione di queste malattie, cioè la mancanza di accesso ad acqua sicura, servizi igienico-sanitari, abitazioni adeguate, istruzione e informazione. A questi si aggiungono cambiamento climatico e spostamenti forzati causati da disastri naturali o conflitti. Riconosce inoltre che alcune di queste patologie colpiscono in modo sproporzionato donne, bambine e comunità remote o difficili da raggiungere, ribadendo l’importanza di raccogliere dati disaggregati per intercettare le disuguaglianze nascoste dietro i numeri aggregati.

Sul piano operativo, il testo chiede agli Stati di integrare la lotta alle malattie tropicali neglette nei sistemi sanitari nazionali, di aumentare in modo stabile e prevedibile le risorse tecniche e finanziarie dedicate, e di proteggere questi servizi anche in caso di future emergenze. Come passo successivo, l’Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani dovrà preparare, in consultazione con l’OMS e altri soggetti coinvolti, un rapporto sulla dimensione dei diritti umani legata a queste malattie, da presentare al Consiglio nel 2027.

L’impegno di AIFO per combattere le malattie tropicali dimenticate

Le reazioni internazionali alla risoluzione e la posizione di AIFO

L’Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani ha sottolineato come un approccio fondato sui diritti umani rafforzi le risposte alle malattie tropicali neglette. Anche l’OMS ha accolto con favore la risoluzione, ricordando la propria disponibilità a collaborare con i governi per tradurla in misure concrete. Le organizzazioni internazionali impegnate da anni su questo fronte, come Uniting to Combat NTDs, hanno definito l’adozione un momento di svolta nel modo in cui il mondo guarda a queste patologie: non più solo malattie da curare, ma barriere all’uguaglianza, alle opportunità e alla piena realizzazione dei diritti fondamentali.

Per noi di AIFO, che da oltre sessant’anni lavoriamo accanto alle persone colpite dalla lebbra e da altre malattie tropicali neglette in Africa, Asia e America Latina, questa risoluzione rappresenta il riconoscimento istituzionale di un approccio già al centro dei nostri programmi di cooperazione internazionale. Un modello che integra salute, inclusione sociale, riabilitazione, partecipazione delle comunità e tutela dei diritti umani.

La risoluzione rappresenta quindi un decisivo cambio di paradigma. Riconoscere le malattie tropicali neglette come una questione di diritti umani significa affermare che nessuna persona deve essere lasciata indietro a causa della povertà, della disabilità, dello stigma o del luogo in cui vive. È un principio che guida da sempre il lavoro di AIFO sul campo e le attività di advocacy internazionale. Per questo motivo, continueremo a collaborare con istituzioni nazionali e internazionali, organizzazioni della società civile e comunità locali, affinché i principi della risoluzione si traducano in politiche sanitarie e sociali concrete, contribuendo al raggiungimento della copertura sanitaria universale e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

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Fonti

  • World Health Organization, Historic resolution on neglected tropical diseases adopted by the United Nations Human Rights Council, 7 luglio 2026 – who.int
  • Uniting to Combat NTDs, UN Human Rights Council Adopts First-Ever Resolution on Human Rights and Neglected Tropical Diseases, 7 luglio 2026 – unitingtocombatntds.org

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