Dubbi e domande sui lasciti solidali? Affrontiamoli insieme, per far entrare la generosità anche nel testamento

Negli ultimi anni il testamento solidale è diventato una scelta sempre più diffusa e riconosciuta in Italia, ma attorno a questo tema resistono ancora dubbi sul rispetto delle quote familiari, sui costi e sulla burocrazia. In questo approfondimento analizzeremo le reali percezioni degli italiani ed esploreremo, passo dopo passo, le tutele previste per la famiglia, le modalità per destinare anche piccole somme e le garanzie di trasparenza che ti permettono di scegliere in totale serenità e libertà.

Lasciare un segno nel mondo e proteggere le persone che amiamo sono due desideri che possono camminare insieme, senza escludersi a vicenda. Molto spesso, però, quando si parla di testamento solidale, prendono il sopravvento la paura di togliere qualcosa alla famiglia, il timore della burocrazia o la convinzione di “non essere abbastanza ricchi”. La verità è che un lascito solidale non richiede grandi patrimoni né scelte irreversibili. È un atto di libertà con cui puoi dare continuità ai tuoi valori e fare la differenza per chi ne ha più bisogno. Se stai valutando questa possibilità o vuoi solo capirne di più, questo articolo è pensato per te: per offrirti risposte semplici, trasparenti e guidarti verso una scelta consapevole.

Cosa pensano gli italiani del testamento solidale?

In Italia il testamento solidale è ormai un fenomeno ampiamente conosciuto, ma sono ancora una minoranza coloro che decido di farlo. Secondo una ricerca presentata nel settembre 2026 dal Comitato Testamento Solidale e realizzata da Walden Lab, il 78% degli italiani dichiara di conoscere il lascito solidale, cioè circa 35 milioni di persone. Il dato è in netto aumento rispetto a quanto registrato nel 2012, quando erano meno di 24 milioni. E cresce anche la convinzione che il testamento solidale sia una questione che può riguardare tutti e non solo i cittadini più ricchi: la pensa così il 28% degli intervistati, contro il 13% dell’anno precedente.

Dalla conoscenza alla pratica, però, il passo non è breve. Infatti, se si considera la fascia degli over 50, quella più toccata dalle valutazioni sulla successione, solo il 23% degli italiani si dice propenso a predisporre un lascito solidale nel proprio testamento. Bisogna però sottolinea come questa quota sia sostanzialmente raddoppiata rispetto al 2018, quando si fermava al 12%. Più nel dettaglio:

  • il 2,5% degli over50 ha già predisposto un lascito solidale (oltre 700mila persone);
  • il 5% dichiara di essere certo di farlo (circa 1,2 milioni di persone);
  • il 16% afferma che probabilmente lo farà (quasi 5 milioni di persone).

A pesare sull’incertezza della maggioranza è probabilmente anche la scarsa diffusione di informazioni sul tema, visto che il 52% dichiara di essere poco o per nulla informato sulle modalità per fare un lascito e solo il 12% afferma di conoscere bene le procedure.

Un’altra parte interessante dello studio è quella con cui si sono indagate le cause a cui più facilmente gli italiani destinano i loro lasciti testamentari solidali. In testa c’è la ricerca medico-scientifica (42%), seguita dalla salute (33%), inclusione delle persone con disabilità (23%) e cooperazione internazionale ed emergenze umanitarie (23%). Dati che confermano come una quota rilevante degli italiani immagina il proprio lascito come uno strumento di solidarietà che oltrepassa i confini nazionali e risponde a crisi, povertà e urgenze umanitarie. Nella scelta dell’organizzazione da sostenere, poi, prevalgono caratteristiche come l’affidabilità nella gestione (43%), la trasparenza (34%) e la capacità di dimostrare l’efficacia degli interventi (30%).

Nel complesso, quindi, i dati fotografano un Paese in cui il lascito solidale ha conquistato una visibilità e una legittimità culturale crescenti nell’arco di poco più di un decennio, ma dove la sfida principale consiste nel trasformare una propensione diffusa in atti testamentari effettivi, anche attraverso una comunicazione più chiara sulle procedure e una maggiore garanzia di trasparenza, che accolga e prenda sul serio domande e preoccupazioni.

Dubbi e paure di chi vuole fare un lascito solidale: affrontiamoli insieme

Ed è proprio alcune di queste domande e preoccupazioni che vogliamo provare a sciogliere in questo articolo. Perché è naturale chiedersi che cosa succederà ai propri beni, se sarà possibile tutelare la famiglia o come essere certi che quanto lasciato venga utilizzato nel modo giusto. A volte, invece, come detto, a frenare è la difficoltà di affrontare il tema del testamento o la convinzione che un lascito sia una scelta riservata a chi possiede grandi patrimoni. Sono dubbi legittimi, che meritano risposte chiare. Conoscerle può aiutare a valutare questa possibilità con maggiore consapevolezza, senza fretta e senza rinunciare alla libertà di scegliere.

Se faccio un lascito solidale, tolgo qualcosa ai miei figli e alla mia famiglia?

È probabilmente una delle prime domande che ci si pone quando si valuta l’idea di destinare una parte del proprio patrimonio a un’organizzazione non profit. Il desiderio di contribuire a una causa importante può convivere con la preoccupazione per il futuro dei propri cari, soprattutto quando ci sono figli o familiari economicamente dipendenti. Ed è bene sottolinearlo in modo netto: fare un lascito solidale non significa necessariamente rinunciare a lasciare qualcosa alla propria famiglia. Infatti, la legge italiana tutela determinati familiari, i cosiddetti eredi legittimari, riservando loro una quota del patrimonio, detta proprio quota di legittima. Solo la parte restante, detta invece quota disponibile, può essere destinata secondo le proprie volontà, eventualmente anche a un’organizzazione non profit. Le entità della quota di legittima e della quota disponibile variano in base alla situazione familiare e il professionista più adatto per fugare ogni dubbio è il notaio. Ricorda, però, che è possibile redigere un testamento valido anche autonomamente, nella forma del testamento olografo.

Devo essere ricco per fare un lascito testamentario solidale?

No, lo abbiamo già accennato e lo ribadiamo: il lascito solidale non è un privilegio di chi possiede grandi patrimoni o non ha eredi. Si può scegliere di destinare a un’organizzazione anche una somma di denaro contenuta, una percentuale del proprio patrimonio o un bene specifico, sempre nel rispetto dei diritti degli eredi legittimari. Non è soltanto l’entità del lascito a determinarne il valore. Anche una somma modesta può contribuire alle attività di un’organizzazione e aiutarla a portare avanti i propri progetti. La scelta dipende dalle proprie possibilità economiche e da ciò che si desidera lasciare nel tempo.

Come posso assicurarmi che la mia eredità venga utilizzata bene?

Affidare una parte del proprio patrimonio a un’organizzazione significa anche interrogarsi sulla sua affidabilità. Come verranno impiegate le risorse? Arriveranno davvero alle persone che ne hanno bisogno? L’organizzazione sarà in grado di dimostrare i risultati raggiunti? Sono domande importanti, che dovrebbero guidare la scelta dell’ente a cui destinare il proprio lascito. Prima di decidere, è utile informarsi sulla sua storia, sui progetti realizzati, sui bilanci e sugli strumenti con cui rende conto delle risorse ricevute. La trasparenza non dovrebbe essere soltanto una dichiarazione di principio, ma una pratica verificabile. Nel caso di AIFO, è possibile approfondire le attività dell’associazione e conoscere i progetti dedicati al diritto alla salute, all’inclusione delle persone con disabilità e alla cooperazione internazionale, per capire in che modo le risorse possono contribuire a questi obiettivi. Siamo a tua disposizione, quando vuoi, al numero 376 22 45 328 o alla mail lasciti@aifo.it

Posso cambiare idea dopo aver fatto un lascito solidale?

Sì. Il testamento è un atto revocabile. Nel corso della vita è possibile modificarlo o sostituirlo, nel rispetto delle formalità previste dalla legge. Questo perché le condizioni economiche e familiari possono cambiare, così como le proprie priorità o le organizzazioni che si desidera sostenere. Fare un testamento, quindi, non significa rinunciare per sempre alla libertà di decidere del proprio patrimonio. Significa esprimere le proprie volontà in un determinato momento, mantenendo la possibilità di aggiornarle in futuro.

È complicato fare un lascito solidale? Ho bisogno di un notaio?

La preoccupazione di dover affrontare procedure complesse può indurre a rimandare la decisione. In realtà, predisporre un testamento non richiede necessariamente un iter lungo o particolarmente complicato, ma è importante scegliere la modalità più adatta alla propria situazione e rispettare i requisiti previsti dalla legge.

Il confronto con un notaio può aiutare a chiarire i dubbi, verificare il rispetto dei diritti degli eredi e formulare le proprie volontà in modo corretto. È particolarmente utile quando il patrimonio comprende diversi beni, esistono situazioni familiari articolate o si desidera destinare una quota a un’organizzazione non profit.

Come faccio a scegliere l’associazione giusta a cui lasciare una parte del mio patrimonio?

Scegliere a chi destinare una parte del proprio patrimonio significa decidere quale futuro contribuire a costruire. Con un lascito solidale ad AIFO, è possibile sostenere un impegno che mette al centro il diritto alla salute, l’inclusione delle persone con disabilità e la tutela dei diritti, in Italia e nel mondo. Dal 1961, lavoriamo insieme alle comunità locali per contrastare le disuguaglianze e promuovere percorsi di cura e inclusione. Le risorse ricevute attraverso i lasciti possono contribuire a dare continuità a questo lavoro e a realizzare progetti che rispondono ai bisogni delle persone e delle comunità. In fondo, un lascito solidale non è soltanto una disposizione testamentaria: è anche un modo per affidare a un’organizzazione una parte del proprio impegno per un mondo più giusto e inclusivo.

È troppo presto per pensare a un testamento solidale?

Il testamento viene spesso associato all’invecchiamento o alla necessità di affrontare la fine della vita. Per questo molte persone preferiscono rimandare, anche quando hanno già un’idea chiara di ciò che vorrebbero fare del proprio patrimonio. In realtà, informarsi sulle disposizioni testamentarie non significa essere costretti a prendere subito una decisione. Può essere un modo per riflettere con calma sulle proprie volontà, conoscere le possibilità a disposizione e capire come tutelare le persone care. Non esiste un momento uguale per tutti: ciò che conta è avere informazioni affidabili e poter scegliere liberamente, senza pressioni.

Vuoi saperne di più sui lasciti solidali ad AIFO? Leggi qui

Piccolo glossario del testamento solidale

Che cos’è il testamento solidale?

È un atto di disposizione testamentaria con cui si sceglie di destinare una parte dei propri beni (somme di denaro, beni immobili o specifici oggetti) a favore di un’organizzazione non profit per sostenerne le cause sociali e umanitarie.

Che cos’è la quota di legittima?

È la porzione di eredità che la legge italiana riserva obbligatoriamente ai familiari più stretti (detti eredi legittimari, come figli, coniuge e ascendenti), garantendo loro tutela economica.

Che cos’è la quota disponibile?

È la quota restante del patrimonio di cui il testatore può liberamente disporre in base alle proprie volontà, potendola destinare a chiunque, inclusa un’associazione o un ente del terzo settore.

Che cos’è un lascito solidale?

È la singola attribuzione patrimoniale (un bene specifico, una somma o una percentuale del patrimonio) assegnata a un ente benefico all’interno del testamento.

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